25/04 concerto a Treviglio: tempo di essere partigiani

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25 aprile 2009

 Il giorno della Liberazione per
noi è una grande festa. La fine del fascismo, ottenuta dopo una durissima lotta
di resistenza, significa libertà e dignità per tutti.

Eppure, festeggiare questa data
nel 2009 impone una riflessione.

Ci troviamo a navigare in brutte
acque: medici-spie, ronde padane, militarizzazione del territorio, lager per
migranti, classi ponte, linciaggi mediatici, proposte di riforma della
Costituzione in senso autoritario, impossibilità di certificare la nascita di
figli di migranti irregolari, equiparazione di partigiani e fascisti.

Sono solo alcune delle sorprese
che ci sta regalando la nuova Italia dell’ “emergenza sicurezza”.

Sicurezza che, si vuole farci
credere, sarebbe minacciata soprattutto da stranieri, rom, writers e studenti
facinorosi.

Noi sappiamo bene che la nostra
sicurezza è minacciata innanzitutto da una precarietà sempre più forte,
esasperata dalla crisi economica. La crisi colpisce italiani e migranti, senza
differenze. Eppure, seguendo l’esempio del governo, alcuni sindaci della Bassa
bergamasca si affrettano a creare differenze: a Brignano Gera d’Adda, i disoccupati
riceveranno aiuti solo se residenti in paese da almeno dieci anni. Una
distinzione pensata per escludere i migranti.

Oltre al razzismo istituzionale,
cresce il razzismo più becero ed impresentabile dei gruppi neonazisti, lasciati
liberi di compiere pestaggi ai danni di chiunque non risponda ai loro canoni di
purezza razziale e morale, e addirittura di sfilare in assetto paramilitare con
caschi e bastoni, come a Bergamo, il 28 febbraio, in occasione dell’apertura della sede di Forza Nuova.

Di fronte a queste evidenze, è
arrivato il momento di prendere una posizione chiara.

Noi stiamo con i medici che si
rifiuteranno di denunciare i proprio pazienti perché irregolari, con gli
insegnanti che si opporranno alle classi ponte, con gli studenti che esigono
libertà di manifestare, con i migranti che reclamano la propria dignità umana.

Stiamo con i partigiani, non con
i carri armati leghisti.

 

Noi riteniamo che sia ora, nel
2009, il momento di essere partigiani. Di scegliesi una parte.

Buon 25 aprile a tutti.Vi aspettiamo il 25 aprile a Treviglio, e il 26 a Caravaggio (a presto nuove info).

 

 

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La crisi? la paghino i migranti!

 

Un’altra notizia (ne servivano altre?) a dimostrazione che la Lega Nord e i suoi alleati non ce l’hanno con gli stranieri "che delinquono e non lavorano", e nemmeno solo con i "clandestini". No, a loro non va a genio la pura presenza dei migranti, anche se possessori di permesso di soggiorno, lavoratori e contribuenti. 

Notevole anche l’ignoranza del sindaco, che non conosce la legge italiana: i figli di genitori stranieri nati all’estero, infatti, possono ottenere la cittadinanza italiana solo al compimento del diciottesimo anno di età, e a condizione di avere costantemente avuto la residenza in Italia.

Dopo questa ennesima dimostrazione di xenofobia in provicnia, ricordiamo il corteo organizzato dai migranti che si terrà sabato a Bergamo contro il pacchetto sicurezza. 

Brignano Gera d’Adda (Bergamo): aiuti ai disoccupati. Ma solo agli italiani. 

L’amministrazione di Brignano dà una mano a chi perde il posto di
lavoro. Non a tutti però. Al fondo approvato dal Consiglio comunale
(500 euro al mese al massimo per tre mesi) può accedere solo chi
risiede in paese da almeno 5 anni ed ha un lavoro, seppur non
continuativo, da almeno 10. Guarda caso due condizioni che escludono di
fatto i disoccupati stranieri. Anche chi è residente e paga
regolarmente i contributi non ha diritto al sussidio. Il sindaco Giuseppe Ferri,
Lega Nord, non teme le polemiche scatenate in passato proprio a
Brignano per casi analoghi. "Siamo abituati alle polemiche strumentali
– spiega -, in questo caso il regolamento è stato bocciato solo da tre
consiglieri, l’ala sinistra. Anche il Pdl, all’opposizione, ha votato a
favore. I cittadini sostengono la nostra decisione. Basta con il
buonismo, bisogna fare delle scelte precise. O si dà una mano
a chi paga le tasse oppure si decide di dare contributi a caso. Noi
preferiamo dare questi soldi a chi siamo sicuri non sia fannullone". 
Ma le distinzioni tra italiani e stranieri a Brignano non sono una
novità. Basti ricordare, nel marzo scorso, il regolamento per
l’erogazione di contributi per chi aveva sostenuto spese dentistiche o
oculistiche, contributi erogabili solo a "ragazzi fra gli 0 e i 19 anni
di cittadinanza italiana". Anche allora Giuseppe Ferri aveva
risposto: "I figli di stranieri nati in Italia possono richiedere la
cittadinanza. Se non lo fanno, vuol dire che non si sentono italiani e
quindi non meritano il nostro aiuto"
. Prima ancora era stato stabilito
che nell’ assegnazione delle case popolari chi risiede da più anni ha
diritto ad un punteggio più elevato. È di maggio, invece, un’ ordinanza
che vieta la permanenza a Brignano degli immigrati poveri. Se non si è
autosufficienti, era il ragionamento del Comune, non si ha il diritto
di rimanere in un Paese straniero e tantomeno chiedere prestazioni
sociali. "Non discriminazioni ma differenze motivate", dice il sindaco.
Anche se il confine appare piuttosto labile.

Da: www.bergamonews.it

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28/03: TUTTI IN PIAZZA CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

 

BERGAMO

SABATO 28 MARZO
ORE 15

CONCENTRAMENTO C/O IL PIAZZALE DELLA STAZIONE DEI TRENI
MANIFESTAZIONE DELLA SOCIETA’ CIVILE
BERGAMO CITTA’ APERTA – DIRITTI E CITTADINANZA

Il pacchetto sicurezza è frutto di un clima di intolleranza e paura generato dall’allarmismo prodotto dai mass-media e
dalle politiche dell’attuale governo. Ronde e militari nelle città non sono la risposta.
Le norme contenute nel pacchetto sicurezza prevedono una serie di misure vessatorie e discriminanti per gli
immigrati, inutili e controproducenti per la sicurezza di tutti i cittadini, oltre che pericolose per la salute pubblica.
Queste norme:
* precarizzano ulteriormente le condizioni lavorative dei migranti, già relegati dalla Legge Bossi Fini al ruolo di
forza produttiva a basso costo senza diritti di cittadinanza.
* impediscono l’unità delle famiglie migranti, ostacolando la coesione sociale e costringendo migliaia di persone a
vivere lontano da figli, mogli, mariti..
* ledono il diritto di ogni persona di ricevere soccorso e cure mediche, aumentando un mercato sanitario clandestino
e generando maggiori fattori di rischio per la salute pubblica.
* colpiscono le fasce deboli della popolazione italiana e migrante, costrette a vivere in abitazioni modeste,
obbligandole a dimostrare l’idoneità alloggiativa per ottenere l’iscrizione anagrafica e i diritti civili ad essa connessi.
CHIEDIAMO:
• prolungamento dei permessi di soggiorno per attesa occupazione
• decentramento ai Comuni per le pratiche amministrative relative al permesso di soggiorno
VOGLIAMO:
• assistenza sanitaria garantita senza discriminazioni
• semplificazione del rinnovo e del rilascio del permesso di soggiorno
• agevolazione e velocizzazione delle pratiche di ricongiungimento familiare (immediato rilascio della carta di
soggiorno per i familiari a carico)
DICIAMO NO:
• al reato di clandestinità
• ai centri di identificazione ed espulsione
• alla soppressione del divieto di segnalazione dei migranti senza permesso da parte del personale sanitario e
amministrativo.
• all’uso discriminatorio dell’idoneità alloggiativa per l’iscrizione anagrafica
• alle ronde
• alle tasse sul permesso di soggiorno e sulla cittadinanza
• al permesso a punti
• alla revoca o negazione del permesso di soggiorno in caso di condanna non definitiva (che lede il principio
fondamentale della presunzione di innocenza)
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27 marzo dalla Bassa con furore

 
Venerdì sera (27 marzo) festa di autofinanziamento di Rete*Bassa @ CSA Pacì Paciana, Bergamo.
 
 
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Guerra tra “vittime”

 

Nella provinciale Bassa bergamasca
si avverte il trend nazionale dell’emergenza sicurezza e dell’emergenza
stupri, composto da xenofobia e speculazione su paure indotte per distogliere
l’attenzione degli strati sociali più deboli, e quindi più toccati
dalla crisi, fornendo loro una valvola di sfogo rappresentata da chi
è ancora più debole. 
La creazione di un nemico da bruciare nella pubblica piazza è pratica
storicamente ricorrente, come sono ricorrenti le contraddizioni che
questa pratica comporta. 
Caso simbolo risulta essere la condizione femminile: continuamente privata
di diritti lavorativi e di riconoscimento sociale, la donna riceve massima
attenzione solo nel momento in cui subisce una violenza da parte di
uno straniero; nel caso lo stupratore sia italiano e lo stupro avvenga
tra le mura domestiche, nella migliore delle ipotesi riceve solo un
assordante silenzio. 
 
( per approfondire: click qui
 
Dunque anche nella Bassa, precisamente nel comune di Cologno al Serio
comune interessante  ), per risollevare le sorti del sindaco leghista  Legramanti, escluso dalle
candidature alle elezioni provinciali, che si sente un pochino messo
in disparte all’interno del proprio partito, ecco che il capogruppo
della Lega in consiglio comunale fa il grande annuncio: fieramente issando
il sole delle alpi sul comune di Cologno, annuncia che saranno i primi
ad introdurre le ronde appena sarà legalmente permesso. Sembra quasi
di vedere i leghisti impazienti come bambini all’ultimo giorno di scuola,
nell’attesa di una campanella che gli permetta di uscire in strada senza
più freni. Si preparano giubottini catarifrangenti, si controllano
torce, si ricaricano cellulari, magari si cerca la giacca che nasconda
meglio il bastone perchè non siamo mica violenti, però lo si porta
lo stesso perchè se passi la vita a scagliarti contro il buonismo cosa
saranno mai due randellate. 
 
Nella rincorsa alla speculazione politica, però, la Lega non è sola:
ricalcando l’operato di Gianni Alemanno, il neonato circolo "Nuova
Italia" di Cologno al Serio, espressione della corrente di AN del
sindaco romano, in vista dell’8 marzo indice un convegno sull’ "importanza
delle donne nel terzo millenio". 
Lo spirito di questo incontro si può intuire dal discorso  dell’onorevole
Barbara Saltarmartini (Pdl) che considera culmine dell’emancipazione
femminile la propria presenza ad una conferenza in cui la donna è vista
unicamente come asse portante della famiglia, senza spendere una sola
parola del ruolo della donna all’esterno di essa, se non nel momento
in cui viene usata come giustificazione dei decreti contro gli stupri
del pacchetto sicurezza, dimenticandosi che la maggior parte delle violenze
avviene proprio tra le mure domestiche (nel 2008 sono stati denunciati
4.637 stupri in italia, oltre l’80% dei quali in casa). 
Considerando la legislazione vigente in materia (lo stupro è solo da
pochi anni reato contro la persona, prima era un reato contro la morale,
e, salvo rari casi, non è prevista la denuncia d’ufficio), che non
viene assolutamente modificata dal pacchetto sicurezza, e i pesanti
tagli ai fondi per i centri antiviolenza, non può che risultare palese
la forte ipocrisia di chi fa campagna elettorale sulla pelle delle donne,
considerandole unicamente come incubatrici di figli della patria, esseri
deboli da difendere dall’orda straniera. 
 
La donna dunque viene "salvata" dalla violenza rinchiunendola
in quella società patriarcale da cui scaturisce la violenza di genere;
violenza che secondo i teorici della "sicurezza" è ascrivibile
allo straniero, al delinquente che si nasconde nel buio delle nostre
strade, quando dovendo stare alla realtà dei fatti, gli stessi teorici
dovrebbero inviare un militare per ogni tinello. E forse anche un militare
a sorvegliare ogni militare, visto la tendenza di questi a stuprare
in situazione di guerra. 
 
E’ giunta l’ora, anzi si è già in colpevole ritardo, di scardinare
la cappa di mistificazione e di paura che è stata posta sopra questo
paese; e lo si può fare solo affrontando le sue emanazioni, da quelle
più becere e visibili come le ronde e i militari a quelle più nascoste
e subdole come il razzismo strisciante e la discriminazione di genere,
in ogni luogo e in ogni spazio della nostra vita. Siano essi le nostre
strade, le nostre case, la nazione intera. 
 
p.s. i mostri italiani

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Grandi opere: il lombardo arriva in ritardo

 

Riceviamo ed inoltriamo con piacere:

 

IL LOMBARDO ARRIVA IN RITARDO!

TRENI FATISCENTI – AUMENTO DEL PREZZO DEI BIGLIETTI – RITARDI- STRADE INTASATE – PEDAGGI SALATI – INQUINAMENTO

 


E’ questa la triste realtà che tutti i pendolari vedono peggiorare sempre di più.

Riteniamo inaccettabile che Qui nel 2009 si assista ad un tale degrado
della rete di trasporti per chi si deve spostare tutti i giorni per
andare a lavorare o a studiare.
I soldi per investire in questo importante settore ci sono e I diversi
governi e le amministrazioni locali ‘pensano bene’ di spendere ben 7
MILIARDI di EURO per la costruzione di 2 grandi opere:TRENI ad ALTA
VELOCITÀ e Autostrada BRE-BE-MI.

La chiara inefficienza di questi modelli è dimostrata da accordi e
scadenze non rispettate; i ritardi causano un AUMENTO VERTIGINOSO DELLA
SPESA PUBBLICA

Con il progetto Tav, FS SE NE FREGA palesemente dei problemi di dei PENDOLARI
Con il modello Brebemi, si ricorre allo sfruttamento di risorse
economiche ed ambientali per investire i soldi pubblici in un opere
SUPERATA, DANNOSA E CARA!

La Tav riguarda treni che fermano ogni 100 km, con abbonamenti che
superano i salari medi… sarà dura per i pendolari riuscire a prendere
al volo il Freccia Rossa!

La Bre-Be-Mi viene spacciata come l’autostrada che toglierà gli
ingorghi dalla A4 e che ti porterà velocissimamente a Milano; PECCATO
che parte da Travagliato e non arriva a Milano ma a Melzo (62 km).
L’IMBUTO sarà collegato ad una Tangenziale Esterna Milanese
(macchine1.10-camion 1.80 euro/10 km)che sarà pronta nel 2014!?
In più i costi per le opere accessorie della Brebemi sono arenati sul conto della Tav.

Il VERO motivo che spinge questo SISTEMA è che con questi 7 MILIARDI DI
EURO: i privati realizzano le CAVE di prestito, destinate a
trasformarsi in discariche, per poi finanziare ulteriori centri
commerciali in un ambiente che sarà DEVASTATISSIMO!!!

Mentre la CRISI economica avanza e toglie posti di lavoro sicuri, le
nostre vite si fanno sempre più precarie,banche e imprese inventano
autostrade su cui speculare!

Bisogna opporsi con ogni mezzo alla costruzione della BREBEMI e della TAV !!!

Non risolveranno i problemi della Viabilità locale, ma siete liberi di
sperare che restino briciole per i pendolari…Anziché spostare sui treni
i 14 milioni di automobilisti inquinanti come tutta l’Europa oramai fa…
In Italia si va controsenso!

Il problema non può essere rimandato per anni ad opere concluse? Adesso
che si fa? Le alternative a BRE.BE.MI e TAV esistono, questo modello È
INSOSTENIBILE !!!

MOBILITÀ È GARANZIA DI INVESTIMENTI PER IL RILANCIO DEL TRASPORTO PUBBLICO PER TUTTI I VIAGGIATORI DELLA BASSA VELOCITÀ

LE GRANDI OPERE SONO TRENI PUNTUALI E STRADE PERCORRIBILI

NO BREBEMI NO TAV

COLLETTIVO USCITA DI SICUREZZA

WWW.KOLLETTIVOUDS.IT

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Video e comunicato sui fatti di Bergamo (28/02)

 

Video delle giornata antifascista a Bergamo:

http://www. vimeo. com/3415274

comunicato del presidio:

Oggi, sabato 28 febbraio, a Bergamo la Questura ha dimostrato quali sono le direttive per la gestione dell’ordine pubblico e del dissenso: i fascisti di forza nuova sono stati fatti sfilare – nonostante non avessero neanche chiesto l’autorizzazione per un corteo – con tutto il loro armamentario da apologia del fascismo e caschi e spranghe bene in vista, mentre le forze dell’ordine hanno attaccato, con scene da mattanza cilena, in maniera deliberata e gratuita i manifestanti che si erano opposti all’apertura della sede di FN.

Alla fine della riuscita e determinata manifestazione antifascista il questore ha condotto una vera e propria “caccia all’uomo” verso i manifestanti che si stavano disperdendo, guidando la Celere verso atti brutali nei confronti di chiunque capitasse a tiro, giornalisti compresi: persone prese e sbattute a terra, tenute a terra ad anfibiate, picchiate.

Video e fotografie inchiodano le scelte scriteriate e autoritarie del questore Rotondi che ha dato precise indicazioni a celerini e carabinieri di rastrellare – a fine manifestazione – più manifestanti possibili.

Chiediamo le immediate dimissioni di un questore che si è dimostrato accondiscendente verso i naziskin e ha disposto il fermo di 60 manifestanti, facendo caricare anche chi fuori dalla questura chiedeva semplicemente informazioni sui fermati.

L’apertura di una sede di forza nuova è una vergogna per Bergamo, così come il comportamento della polizia oggi in piazza.

Contro il fascismo e i suoi “padrini” [in divisa o seduti in parlamento, tanti sono i legami fra FN Bergamo e Alleanza Nazionale] non un passo indietro.

Chiediamo l’immediata liberazione di tutt* i compagn* arrestati e pestati brutalmente dalla polizia.


Antifascisti/e bergamaschi/e


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Giovedì 26/02 incontro sulle nuove destre a Bergamo

 

 

Giovedì 26 febbraio presso il Centro Studi La Porta in viale Papa
Giovanni XXIII 30, si svolgerà un incontro pubblico su Forza Nuova e le
nuove destre, in attesa della mobilitazione di sabato 28 contro
l’apertura della sede cittadina di Forza Nuova.

Il relatore principale sarà Saverio Ferrari dell’osservatorio democratico sulle nuove destre.

 

 

 

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28 FEBBRAIO, BERGAMO: mobilitazione antifascista

 

FORZA NUOVA E NUOVE LEGGI FASCISTE: MENO LIBERTA’ E SICUREZZA PER TUTTI

Sabato 28 febbraio Forza Nuova, partito neofascista, tenterà di aprire una sede a Bergamo, in via Bonomelli 13.
Dopo la mobilitazione cittadina che li ha costretti a rimandare
l’inaugurazione, prevista originariamente il 7 febbraio, i fascisti
hanno richesto l’aiuto di tutti i loro camerati presenti sul territorio
nazionale, guidati dal segretario nazionale ed ex terrorista nero
Roberto Fiore.

Numerosi sono i delitti e le aggressioni riconducibili a membri di questo partito:
nel 2004 a Bari 14 militanti vengono arrestati per una decina di
aggressioni, nel 2007 a Rimini tutti i militanti della locale sezione
vengono arrestati con l’accusa di terrorismo ed eversione dell’ordine
democratico, nel 2008 a Treviso 11 militanti vengono arrestati per
associazione sovvervisa. Non ultimo, nell’omicidio di Nicola Tommasoli,
uno dei 4 accusati è risultato essere militante di Forza Nuova.

Inoltre questo partito si ispira dichiaratamente alla figura di Corneliu Codreanu, basta vedere il sito che ospita il forum di Forza Nuova Bergamo che ne utilizza il volto come sfondo.
Codreanu filonazista romeno degli anni 30, fondò la Guardia di Ferro, i
cui membri furono i responsabili del pogrom di Bucarest in cui morirono
centinaia di ebrei, nei modi più atroci: alcuni di essi vennero
ammassati nel macello cittadino, squartati e appesi ai ganci con al
collo il cartello “carne ebrea”.

Sappiamo che Forza Nuova è solo
l’espressione più becera e ridicola di un fascismo divenuto normalità,
in una società dove la libertà è sempre più minacciata dalla paura e la
parola “sicurezza” è divenuta sinonimo di “stato di polizia”.

Con l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge 733, noto come “pacchetto sicurezza”, la politica dell’emergenza e dell’allarme sociale ha ricevuto la propria consacrazione.

Le nuove norme prevedono la
legalizzazione delle ronde, a fianco della polizia e delle forze
armate; consentono ai medici di denunciare i pazienti che si rivolgono
a loro per farsi curare, se non in regola con il permesso di soggiorno;
rendono quasi impossibile per un migrante ricongiungersi con la propria
famiglia, ottenere la residenza nel comune in cui vive, farsi
riconoscere lo status di rifugiato politico; permettono ai sindaci di
chiudere locali pubblici in modo arbitrario, e di avere poteri di
polizia; cancellano la libertà di espressione sul web tramite la
chiusura di siti per presunti reati d’opinione, anche non provati.

Forza Nuova può esistere solo
grazie a questo stato di cose, essendo strumentale ad un disegno che
prevede la repressione del dissenso e la trasformazione dei migranti in
capri espiatori che devino la rabbia della gente dai responsabili della
crisi economica e del crollo di un intero sistema finanziario e
politico.

Riteniamo che l’intera cittadinanza
debba essere coinvolta nella risposta alla presenza a Bergamo di questi
squallidi personaggi.
Per questo indiciamo una mobilitazione antifascista per sabato
28 febbraio. Rivolgiamo l’appello alla cittadinanza, alle realtà, ai
soggetti, anche
da fuori città.
Bergamo è antifascista.

Antifasciste/e Bergamasche/i

******
“Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue
forme pazzesche e ridicole: occorre essere fortissimi per affrontare il
fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana,
socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società”.
Pierpaolo Pasolini

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Processo d’appello per la panda nera

 

In questi giorni si apre il processo d’appello per la banda della panda
nera ( qui il dossier ) e già ci si trova di fronte una bella sorpresa:
l’accusa richiede pene minori di quelle assegnate agli imputati nel
processo di primo grado, facendo cadere il reato di associazione a
delinquere.
Praticamente la banda della panda nera non è  una banda: secondo
l’accusa non ci sono prove che le azioni dei carabinieri e degli agenti
di polizia locale "offendesso o mettessero in pericolo l’ordine
pubblico
".

Dunque i raid compiuti dal 2005 al 2007, il venerdì
sera, dopo un "briefing" nella caserma di Calcio in cui si sceglievano
gli obbiettivi sotto la guida di "Herr Kommandant" il maresciallo
Deidda (così si faceva chiamare dai membri della banda) sono
semplicemente ascrivibili alla "continuità di reato" e non ad un
progetto organizzato e finalizzato alla "caccia allo straniero" (altro
termine usato dagli appartenenti alla banda).

Ovviamente questo inspiegabile cedimento dell’accusa, che in
pratica stralcia totalmente la sentenza di primo grado, ha dato il via
libera ai difensori che hanno giocato sulla scarsa affidabilità dei
testimoni (tossici, stranieri, pusher, clandestini…) e si immaginano
complotti orditi contro i propri assistiti da fantomatiche reti di
pusher marocchini.

 

qui sotto l’articolo apparso ieri sull’Eco di Bergamo:


Vanno ridotte le pene, perchè il reato di associazione per
delinquere è insussistente. È stato lo stesso procuratore generale
Francesco Nuzzo a chiedere di rideterminare al ribasso le condanne
rimediate da tre degli otto imputati in abbreviato. È così, è iniziato
con un piccolo colpo di scena ieri il processo d’appello per i raid che
un gruppo di carabinieri e vigili urbani avrebbero secondo l’accusa
messo a segno dal novembre 2005 al giugno 2007 nella Bassa. Controlli
per lo più nei confronti di pusher extracomunitari che per il pm Enrico
Pavone e per il gup Bianca Maria Bianchi sarebbero sfociati in veri e
propri pestaggi.
Non è che per il pg Nuzzo queste cose non siano accadute. È che mancano
le basi per sostenere che fossero opera di un’organizzazione. In
sostanza, è il ragionamento dell’accusa in appello, non c’è la prova
che le operazioni incriminate offendessero o mettessero in pericolo
l’ordine pubblico
. Per il pg siamo insomma più nel campo della
continuazione dei reati che in quello delle malefatte di una banda.
E così la presunta mente delle spedizioni, il maresciallo Massimo
Deidda, all’epoca comandante dei carabinieri di Calcio, in secondo
grado si vede recapitare una richiesta di condanna che non tiene conto
del reato di associazione a delinquere: 4 anni la pena richiesta da
Nuzzo, contro i 5 anni e 2 mesi rimediati dal gup. Stesso ragionamento
per gli altri due presunti sodali: l’ex carabiniere di Calcio Viviano
Monacelli da una condanna incassata di 6 anni, per il pg dovrebbe
passare a 4 anni e 4 mesi, mentre la pena per il vigile di Cortenuova
G. Paolo Maistrello dovrebbe scendere da 3 anni e mezzo a 2 anni e 2
mesi.
Anche il maggiore Massimo Pani, all’epoca comandante della compagnia
dei carabinieri di Treviglio, pur non accusato di associazione, nei
disegni del pg dovrebbe ottenere una sostanziosa riduzione di pena,
passando dai 3 anni e 8 mesi incassati davanti al gup ai due anni
proposti ieri dall’accusa. Il motivo: per lui (per Deidda invece si)
non ci sarebbe la tentata concussione dovuta alle pressioni che avrebbe
esercitato sui sottoposti di Martinengo perchè coprissero Monacelli in
un processo per procurata evasione. Per gli altri 4 imputati Nuzzo ha
invece invocato la conferma delle pene: un anno con la condizionale per
i carabinieri di Calcio, Vincenzo Di Gennaro e Gerardo Villani; 3 anni
per il carabiniere di Romano, Fabio Battaglia e 2 anni (pena sospesa)
per il maresciallo Michela Francesconi.
Dopo il pg, Luca Bosisio, legale di parte civile per sette marocchini,
ha invocato la conferma delle condanne di primo grado. Enrico
Mastropietro, difensore di Battaglia (coinvolto nella restituzione di
un chilo di hashish  uno spacciatore) e Maistrello (accusato di alcuni
pestaggi), ha invocato l’assoluzione per entrambi: il primo perchè
avrebbe solo obbedito agli ordini di Pani, il secondo perchè nei raid
avrebbe avuto un ruolo marginale.
Stesso ragionamento lo ha fatto l’avvocato Paolo Corallo per
Francesconi, che – per la difesa – avrebbe fatto solo da autista a Pani
nell’episodio del chilo di hashish. Pure gli avvocati Anna Marinelli e
Giuseppe Nicoli, hanno chiesto il proscioglimento del loro assistito,
Di Gennaro, accusato di aver fatto sparire con altri 2050 euro a un
marocchino, spiegando che per questo episodio c’è solo la dichiarazione
del nordafricano. Ieri anche Marco Zambelli, avvocato dell’imputato
"principe" Deidda, ha iniziato il suo intervento che concluderà
nell’udienza odierna.

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