bassa

La Gelmini a Romano di Lombardia

Iniziative — Inviato da inbassa @ 18:47

DOMENICA 31 MAGGIO

ORE: 21:00           

LUOGO: PALAZZO DEI MURATORI (ROMANO DI LOMBARDIA, BG)

Sarà presente la ministra dell'istruzione Mariastella Gelmini.
Di fronte ai tagli che a partire da settembre metteranno in ginocchio a pubblica istruzione e porteranno al licenziamento di decine di migliaia di lavoratori tra docenti e personale ATA, vi invitiamo ad una forte partecipazione per denunciare al ministro le nostre ragioni contro questa riforma.
Noi (studenti e lavoratori) la crisi non la paghiamo.
 
collettivo uscita di sicurezza

5 giugno: la Bassa in trasferta + Dub Night

Iniziative — Inviato da inbassa @ 20:57

 

 

http://www.jahlion.org/roby/DUBNIGHT.png

Il candido candidato Pirovano: “Raccomando e me ne vanto”

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 20:29

Durante il suo comizio di domenica 17 maggio a Treviglio, in una piazza deserta, il candidato alla presidenza della provincia di Bergamo Ettore Pirovano non ha saputo resistere alla tentazione di vantare la propria magnanimità.

“Mi ha telefonato anni fa”, ha annunciato Pirovano riferendosi al periodo in cui era sindaco di Caravaggio, “L’allora direttore dell’Ospedale di Treviglio, chiedendomi se poteva nominare primario del Pronto Soccorso un medico che aveva un difetto, per chi ragiona in termini politici: era di sinistra.[...] Io gli ho detto: non preoccuparti, sono d’accordo con te, se fa bene il suo lavoro…”.

Dopo aver ammesso che all’epoca  Ettore Pirovano veniva contattato in merito alle nomine dei primari a Treviglio, (e chissà se nel frattempo la situazione è cambiata, dato che l’attuale direzione sanitaria è ancora in quota Lega Nord), il candidato leghista ha proseguito il comizio con affermazioni ancora più sfacciate:

“Dopo tre giorni mi ha chiamato il Ministero, per chiedermi se era vero che io avevo osato far nominare un primario non del centrodestra. Gli ho detto di si”.

Questa vicenda portata dal candidato leghista come esempio di correttezza e buon governo, mostra in realtà l'opposto, e cioè come sia lui che il suo partito siano pesantemente invischiati nel sistema di clientelismo e raccomandazioni che la lega ha  sempre condannato come emanazione del corrotto centralismo romano.
Non è infatti la prima volta che Pirovano strumentalizza la sanità a fini partitici, come dimostra il recente caso scatenato dalle sue dichiarazioni in merito alla necessità di creare nei Pronto Soccorso corsie separate per gli stranieri.
 
Tutto ciò avviene in un settore cruciale per la vita delle persone come la sanità, dove una nomina politica azzardata potrebbe causare danni irreparabili ai cittadini; non si può dimenticare che il chirurgo della clinica Santa Rita Brega Massone, arrestato a Milano per omicidio aggravato dalla crudeltà, aspirava ad un posto di lavoro proprio nell’ospedale di Treviglio: “Mi vuole la Lega”, aveva detto in una conversazione telefonica intercettata.

Qui sotto il video del comizio:
 
 
 

Il leghista Prevedini in fregola elettorale

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 14:07

 

Ci risiamo: in vista delle elezioni i leghisti vanno in fregola elettorale e fanno a gara a chi è più becero.
Un paio di giorni fa è toccato al delfino di Pirovano, il sindaco di Caravaggio Giuseppe Prevedini, fare sfoggio di padana arroganza: nonostante non abbia alcun potere per farlo, il sindaco leghista ha negato la cittadinanza ad un uomo egiziano perchè non in grado di leggere bene l'italiano.
Il tutto è avvenuto durante il giuramento alla repubblica, in cui viene letto un breve testo, e che è l'ultimo passo formale per il rilascio della cittadinanza; avvedutosi delle difficoltà del cittadino egiziano nella lettura del testo, Prevedini, per suo gusto personale, ha "rimandato a settembre" l'uomo, obbligandolo a impararare a leggere meglio l'italiano e avvertendolo che, qualora si ripresenti in futuro, gli verrà sottoposto un testo a scelta del borgomastro caravaggino, per verificare le sue capacità.

In sostanza ad una persona straniera che ha tutti i requisiti per ricevere la cittadinanza italiana, come confermato dal ministero dell'interno capeggiato dal leghista Maroni, viene negato questo diritto per decisione personale di un sindaco, il quale adduce come giustificazione il fatto che l'egiziano non sarà in grado di comprendere le leggi e le normative italiane.
Ma il saper leggere correttamente un testo scritto in italiano non è un discrimine per ottenere la cittadinanza, e Prevedini non può inventarsi delle norme sua sponte.
Altrimenti ci si aspetterebbe, per coerenza, che il sindaco di Caravaggio si faccesse promotore di un disegno di legge per la revoca della cittadinanza a quel milione circa di italiani analfabeti totali e a quei 5 milioni di semi-analfabeti in grado di leggere a stento un quotidiano (fonte dati UNLA - Unione Nazionale Lotta all'Analfabetismo).

Per l'ennessima volta si è costretti ad assistere alla propaganda di esponenti leghisti che, per ottenere il seggio agognato (Prevedini è infatti candidato alla provincia nelle imminenti elezioni), passano sopra alla vita delle persone; se il cittadino egiziano non riuscirà ad effettuare il giuramento entro 6 mesi, dovrà ricominciare da zero le pratiche per la richiesta di cittadinanza. Il tutto per dare soddisfazione ad un leghista in cerca di pubblicità.

Intanto a livello nazionale, specchio della realtà locale e viceversa, viene approvato dalla camera il pacchetto sicurezza; riportiamo qui il comunicato di Rete*Bassa e del csa Pacì Paciana:

file pdf fronte

file pdf retro

 


decide il medico, il paziente... o la Lega Nord?

Generale — Inviato da inbassa @ 11:53

 

Questo il volantino sull' "affaire Pirovano" che stiamo facendo girare nella Bassa bergamasca.

 

 


Il leghista Pirovano separa i migranti dagli italiani al pronto soccorso

Generale — Inviato da inbassa @ 08:23

 


Ettore Pirovano, candidato alla provincia di Bergamo, l'uomo che è riuscito a saldare tutta (o quasi) la destra bergamasca, l'uomo del 60% assicurato alle urne, l'uomo che sulle frequenze di Radio Padiana Libera il 28 aprile 2009 si lascia andare a progetti come questo:


link al blog di Daniele Sensi

Per nostra conoscenza diretta gli infermieri di Treviglio non "dimenticano" gli anziani, e, come è giusto e sacrosanto che sia in una struttura santiaria, non fanno preferenze in base a parametri che non siano legati alla salute del paziente, tanto meno al Pronto Soccorso dove ogni prestazione è erogata seguendo il codice Triage, assegnando la priorità alle situazioni più urgenti.

Ma cosa vuole fare Pirovano, sostituire il codice dell'organizzazione mondiale della sanità e la scala cromatica delle urgenze (rosso = paziente in pericolo di vita immediato, giallo = paziente con lesioni gravi, verde = interventi rinviabili, bianco = nessuna urgenza) con magari un bel verde padano per "la nostra gente", come la chiama lui, e un bel simbolo di divieto per "gli altri" (non leghisti? non padani? non italiani? non in regola coi documenti?)?
Magari, se fosse più creativo, potrebbe dotare il pronto soccorso di simpatici triangolini da applicare sulla giacca dei pazienti, come ai "bei" tempi andati.

Sarà questo il presidente della provincia di Bergamo per i prossimi 5 anni? Quel presidente che tra la gente del suo partito parla di corsie separate per gli stranieri? È un progetto concreto, come sembra di intuire dal colloquio che si vanta di aver avuto con il direttore generale dell'ospedale di Treviglio (in quota Lega, guardacaso), o una becera boutade per la campagana elettorale?

Di certo Pirovano deve prendersi la responsabilità di ciò che ha detto. O smentisce, rivelandosi incoerente con la presunta purezza leghista avulsa dalle facili promesse elettorali, o rivendica ciò che ha detto fino in fondo, esponendo il progetto delle modifiche ai reparti di Pronto Soccorso bergamaschi, mostrandosi coerente con l'idea che i leghisti hanno della salute pubblica e delle persone: un'idea che trasforma medici, infermieri ed operatori sanitari in spie e li porta a disconoscere il giuramento di Ippocrate, abbassando il diritto di cura ad un servizio erogabile a seconda delle grida (in senso manzoniano) del podestà di turno.


p.s. diamo la solidarietà ai medici, infermieri e operatori sanitari accusati da Pirovano di dimenticare di curare i pazienti anziani  

 

 


report 25 aprile a Treviglio

Immagini — Inviato da inbassa @ 21:42

Treviglio 25 aprile 2009

Nonostante i divieti imposti dal comune, area mercato coperto non concessa, limiti di orario (termine tassativo alle 22) ecc, l'atmosfera è ottima, il morale è alto e il sole splende, anche se splende su un parcheggio in ghiaia pieno di buche e polvere.

Presenze aumentate rispetto allo scorso anno, oltre agli immancabili studenti anche molti gitanti della domenica che, veleggiando in direzione del parco del roccolo, si sono fermati a dare un'occhiata, sia ai gruppi che alle mostre fotografiche sui partigiani di Caravaggio e sul 28 febbraio a Bergamo.

Un ringraziamento particolare a tutti i gruppi che hanno dovuto diminuire il loro tempo a disposizione sul "palco" a causa dei limiti di orario.

A breve torneremo a farci sentire, con voce sempre più forte.

ass. Sgrignapola

rete*bassa

p.s. per chi volesse andare al corteo mayday del 1 maggio dalla Bassa, l'appuntamento per il treno è alle 13.30 in stazione centrale a Treviglio, mentre è alle 12.30 da Bergamo

Qui le immagini della giornata


Memorie partigiane e leghisti furiosi

Iniziative — Inviato da inbassa @ 21:16

 

Il 26 aprile, come ormai accade da anni ogni domenica immediatamente successiva alla festa della Liberazione, al cimitero di Caravaggio, in provincia di Bergamo, vengono commemorati i quattro partigiani del paese uccisi dalle brigate nere nel marzo 1945, nel territorio di Capralba (paese limitrofo in provincia di Cremona). 

Nulla di strano, se non fosse che Caravaggio è un paese piuttosto particolare

Il sindaco leghista, successore e delfino del candidato alla provincia di Bergamo Ettore Pirovano, propaganda una particolare versione della storia, e non ha mai  citato i quattro partigiani caravaggini nelle celebrazioni ufficiali del 25 aprile, nè ha mai partecipato alla commemorazione che si tiene al cimitero. 

Quest'anno, grazie all'impegno di vari cittadini di Caravaggio e dei comuni limitrofi nel recuperare la memoria storica del paese, la commemorazione è stata, forse, più partecipata e ricca di contenuti che negli anni precedenti. O forse, più semplicemente, il sindaco Prevedini si è svegliato bruscamente da un sonno pluriennale e non ha resistito allo shock di scoprire che nel proprio feudo qualcuno, ostinatamente, continua a ricordare cosa avvenne in quel marzo del 1945.

Risultato: un'intervista all'Eco di Bergamo piena di rabbia stizzita, che vale la pena di leggere:

«Oltre a ricordare i morti dell'esercito alleato si devono ricordare anche i nostri morti». Queste le parole pronunciate ieri, a Caravaggio, dal consigliere di minoranza Antonio Lazzarini al termine delle celebrazioni in memoria dei quattro partigiani di Caravaggio Carlo Baruffi, Annunzio Grassi, Franco Pala e Giovanni Perego.
Una festa della Liberazione in antitesi a quella celebrata sabato con la sfilata dei mezzi militari americani ed alla presenza del sindaco Giuseppe Prevedini e degli altri membri della Giunta. Ancora di più se si considera che ieri, al corteo conclusosi con la deposizione dei fiori sulla tomba dei quattro partigiani, non ha partecipato nessun rappresentante del Comune. «Nessuno si è degnato di invitarci» il commento del primo cittadino.
L'assenza ha fatto ancora più rumore vista la presenza al corteo di Salvo Parigi, presidente provinciale dell'Associazione nazionale partigiani italiani, e Pierluigi Lanzeni, sindaco di Capralba, paese dove, nel marzo del 1945, i quattro partigiani vennero fucilati dai fascisti.
Il primo a prendere la parola è stato Parigi che ha lanciato un'accorata difesa della Costituzione italiana: «Un patrimonio - ha affermato - per il quale i quattro giovani partigiani seppelliti in questo cimitero sono morti».
Ha ricordato il sacrificio dei partigiani per la libertà anche il sindaco di Capralba Lanzeni, presentatosi a Caravaggio con il gonfalone del Comune e la fascia tricolore. Fatto che non è andato giù al sindaco Prevedini: «Ma con quale diritto l'ha fatto?». Il primo cittadino ha poi sottolineato «che la festa del 25 Aprile era sabato e non ieri» ed inoltre «che la deposizione dei fiori sulla tomba dei caduti in guerra si fa solo il 4 novembre».
La mancanza di un rappresentante del Comune al corteo ha comunque suscitato le critiche dei consiglieri di minoranza presenti. «Ricordare la Resistenza non significa far sfilare mezzi militari - ha spiegato il consigliere di minoranza Sebastiano Baroni - bensì onorare la memoria degli antifascisti morti». Ma per il sindaco Prevedini il 25 aprile è la festa della Liberazione, «quindi di tutti», e non solo della Resistenza legata ai partiti di sinistra: «Contesto quindi anche il fatto che ieri, al contrario di sabato, siano sventolate bandiere riconducibili a formazioni politiche».
Il consigliere di minoranza Lazzarini è comunque pronto ad una mediazione: «Come facendo sfilare mezzi militari americani ricordiamo giustamente i morti dell'esercito alleato - ha concluso - è giusto che il 25 Aprile si ricordino anche i nostri morti. Proporrò al sindaco che il prossimo anno le due celebrazioni vengano svolte lo stesso giorno».

 

Eco di Bergamo, 27/04/09


La facoltà di non guardare

Iniziative — Inviato da inbassa @ 18:10

 

Il racconto è scaricabile  qui

Cosa succede a Caravaggio il giorno 25 del mese di aprile, da qualche anno a questa parte? Cosa succede nello stesso paese per i restanti 364 giorni dell’anno? Cosa sta succedendo, nel frattempo, a Bergamo, in Lombardia e nell’Italia intera?

Molto brevemente, a Caravaggio ogni anno la festa della Liberazione viene interpretata come una farsa priva di fondamenti storici e, soprattutto, priva di qualsiasi legame con ciò che successe davvero in paese nella primavera del 1945. L’amministrazione comunale, e il sindaco in prima persona, il leghista Prevedini, si impegnano alacremente per portare a Caravaggio una serie di mezzi militari in parata, accompagnati da motociclisti borchiati. Il pezzo forte è costituito da alcuni carri armati americani, ma non mancano neppure automezzi italiani con tanto di fascio littorio sulla fiancata. Il tutto condito da una profusione di bandiere americane ed inglesi, perché secondo la personale visione della storia del sindaco di Caravaggio la Liberazione nel suo paese sarebbe avvenuta ad opera dei soli militari statunitensi. I nomi dei quattro partigiani di Caravaggio fucilati proprio mentre preparavano quella stessa Liberazione non sono mai stati pronunciati durante la celebrazione ufficiale.

Il resto dell’anno non è più felice, nella cittadina della Bassa bergamasca. Il paese è stato definito dalla stampa spagnola e argentina “il più xenofobo d’Italia”. È stato e continua ad essere, insomma, un campo di prova della politica securitaria e demagogica che sta spopolando in Italia.

Esiste un legame tra la memoria tradita dei partigiani di Caravaggio e la triste visione dell’ordine che regna in paese? Secondo chi scrive, sì.

Si può scegliere di non guardare i tempi che ormai ci avvolgono, con una crisi economica che sta facendo a pezzi la dignità di lavoratori precari e migranti; si può scegliere di sommergere il 25 aprile con motociclette, carri armati e bandierine, per non vedere la storia del proprio paese; però si può anche scegliere di guardare in faccia la realtà e di agire di conseguenza, come hanno fatto nel ’45 Carlo Baruffi, Annunzio Grassi, Francesco Pala e Giovanni Perego.

Si può scegliere di indagare sulla loro vicenda, come abbiamo tentato di fare noi, per vederci chiaro e restituire a Caravaggio una parte davvero troppo dimenticata della sua essenza. E più scavavamo per dissotterrare questa storia, più appariva evidente come altre storie si dipanassero dal nodo dell’eccidio di Carpralba: la storia di un torturatore fascista, quella di un gerarca di paese soprannominato “il leone bergamasco”, quella di un vescovo dai molti volti…

Speriamo che la nostra scarsa abilità letteraria non vi intralci troppo nella lettura.


25/04 concerto a Treviglio: tempo di essere partigiani

Iniziative — Inviato da inbassa @ 18:16

Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4

25 aprile 2009

 Il giorno della Liberazione per noi è una grande festa. La fine del fascismo, ottenuta dopo una durissima lotta di resistenza, significa libertà e dignità per tutti.

Eppure, festeggiare questa data nel 2009 impone una riflessione.

Ci troviamo a navigare in brutte acque: medici-spie, ronde padane, militarizzazione del territorio, lager per migranti, classi ponte, linciaggi mediatici, proposte di riforma della Costituzione in senso autoritario, impossibilità di certificare la nascita di figli di migranti irregolari, equiparazione di partigiani e fascisti.

Sono solo alcune delle sorprese che ci sta regalando la nuova Italia dell’ “emergenza sicurezza”.

Sicurezza che, si vuole farci credere, sarebbe minacciata soprattutto da stranieri, rom, writers e studenti facinorosi.

Noi sappiamo bene che la nostra sicurezza è minacciata innanzitutto da una precarietà sempre più forte, esasperata dalla crisi economica. La crisi colpisce italiani e migranti, senza differenze. Eppure, seguendo l’esempio del governo, alcuni sindaci della Bassa bergamasca si affrettano a creare differenze: a Brignano Gera d'Adda, i disoccupati riceveranno aiuti solo se residenti in paese da almeno dieci anni. Una distinzione pensata per escludere i migranti.

Oltre al razzismo istituzionale, cresce il razzismo più becero ed impresentabile dei gruppi neonazisti, lasciati liberi di compiere pestaggi ai danni di chiunque non risponda ai loro canoni di purezza razziale e morale, e addirittura di sfilare in assetto paramilitare con caschi e bastoni, come a Bergamo, il 28 febbraio, in occasione dell’apertura della sede di Forza Nuova.

Di fronte a queste evidenze, è arrivato il momento di prendere una posizione chiara.

Noi stiamo con i medici che si rifiuteranno di denunciare i proprio pazienti perché irregolari, con gli insegnanti che si opporranno alle classi ponte, con gli studenti che esigono libertà di manifestare, con i migranti che reclamano la propria dignità umana.

Stiamo con i partigiani, non con i carri armati leghisti.

 

Noi riteniamo che sia ora, nel 2009, il momento di essere partigiani. Di scegliesi una parte.

Buon 25 aprile a tutti.Vi aspettiamo il 25 aprile a Treviglio, e il 26 a Caravaggio (a presto nuove info).

 

 


La crisi? la paghino i migranti!

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 19:38

 

Un'altra notizia (ne servivano altre?) a dimostrazione che la Lega Nord e i suoi alleati non ce l'hanno con gli stranieri "che delinquono e non lavorano", e nemmeno solo con i "clandestini". No, a loro non va a genio la pura presenza dei migranti, anche se possessori di permesso di soggiorno, lavoratori e contribuenti. 

Notevole anche l'ignoranza del sindaco, che non conosce la legge italiana: i figli di genitori stranieri nati all'estero, infatti, possono ottenere la cittadinanza italiana solo al compimento del diciottesimo anno di età, e a condizione di avere costantemente avuto la residenza in Italia.

Dopo questa ennesima dimostrazione di xenofobia in provicnia, ricordiamo il corteo organizzato dai migranti che si terrà sabato a Bergamo contro il pacchetto sicurezza. 

Brignano Gera d'Adda (Bergamo): aiuti ai disoccupati. Ma solo agli italiani. 

L'amministrazione di Brignano dà una mano a chi perde il posto di lavoro. Non a tutti però. Al fondo approvato dal Consiglio comunale (500 euro al mese al massimo per tre mesi) può accedere solo chi risiede in paese da almeno 5 anni ed ha un lavoro, seppur non continuativo, da almeno 10. Guarda caso due condizioni che escludono di fatto i disoccupati stranieri. Anche chi è residente e paga regolarmente i contributi non ha diritto al sussidio. Il sindaco Giuseppe Ferri, Lega Nord, non teme le polemiche scatenate in passato proprio a Brignano per casi analoghi. "Siamo abituati alle polemiche strumentali - spiega -, in questo caso il regolamento è stato bocciato solo da tre consiglieri, l'ala sinistra. Anche il Pdl, all'opposizione, ha votato a favore. I cittadini sostengono la nostra decisione. Basta con il buonismo, bisogna fare delle scelte precise. O si dà una mano a chi paga le tasse oppure si decide di dare contributi a caso. Noi preferiamo dare questi soldi a chi siamo sicuri non sia fannullone". 
Ma le distinzioni tra italiani e stranieri a Brignano non sono una novità. Basti ricordare, nel marzo scorso, il regolamento per l'erogazione di contributi per chi aveva sostenuto spese dentistiche o oculistiche, contributi erogabili solo a "ragazzi fra gli 0 e i 19 anni di cittadinanza italiana". Anche allora Giuseppe Ferri aveva risposto: "I figli di stranieri nati in Italia possono richiedere la cittadinanza. Se non lo fanno, vuol dire che non si sentono italiani e quindi non meritano il nostro aiuto". Prima ancora era stato stabilito che nell' assegnazione delle case popolari chi risiede da più anni ha diritto ad un punteggio più elevato. È di maggio, invece, un' ordinanza che vieta la permanenza a Brignano degli immigrati poveri. Se non si è autosufficienti, era il ragionamento del Comune, non si ha il diritto di rimanere in un Paese straniero e tantomeno chiedere prestazioni sociali. "Non discriminazioni ma differenze motivate", dice il sindaco. Anche se il confine appare piuttosto labile.

Da: www.bergamonews.it


28/03: TUTTI IN PIAZZA CONTRO IL PACCHETTO SICUREZZA

Iniziative — Inviato da inbassa @ 12:41

 

BERGAMO

SABATO 28 MARZO
ORE 15

CONCENTRAMENTO C/O IL PIAZZALE DELLA STAZIONE DEI TRENI
MANIFESTAZIONE DELLA SOCIETA' CIVILE
BERGAMO CITTA' APERTA - DIRITTI E CITTADINANZA

Il pacchetto sicurezza è frutto di un clima di intolleranza e paura generato dall’allarmismo prodotto dai mass-media e
dalle politiche dell’attuale governo. Ronde e militari nelle città non sono la risposta.
Le norme contenute nel pacchetto sicurezza prevedono una serie di misure vessatorie e discriminanti per gli
immigrati, inutili e controproducenti per la sicurezza di tutti i cittadini, oltre che pericolose per la salute pubblica.
Queste norme:
* precarizzano ulteriormente le condizioni lavorative dei migranti, già relegati dalla Legge Bossi Fini al ruolo di
forza produttiva a basso costo senza diritti di cittadinanza.
* impediscono l’unità delle famiglie migranti, ostacolando la coesione sociale e costringendo migliaia di persone a
vivere lontano da figli, mogli, mariti..
* ledono il diritto di ogni persona di ricevere soccorso e cure mediche, aumentando un mercato sanitario clandestino
e generando maggiori fattori di rischio per la salute pubblica.
* colpiscono le fasce deboli della popolazione italiana e migrante, costrette a vivere in abitazioni modeste,
obbligandole a dimostrare l’idoneità alloggiativa per ottenere l’iscrizione anagrafica e i diritti civili ad essa connessi.
CHIEDIAMO:
• prolungamento dei permessi di soggiorno per attesa occupazione
• decentramento ai Comuni per le pratiche amministrative relative al permesso di soggiorno
VOGLIAMO:
• assistenza sanitaria garantita senza discriminazioni
• semplificazione del rinnovo e del rilascio del permesso di soggiorno
• agevolazione e velocizzazione delle pratiche di ricongiungimento familiare (immediato rilascio della carta di
soggiorno per i familiari a carico)
DICIAMO NO:
• al reato di clandestinità
• ai centri di identificazione ed espulsione
• alla soppressione del divieto di segnalazione dei migranti senza permesso da parte del personale sanitario e
amministrativo.
• all’uso discriminatorio dell’idoneità alloggiativa per l’iscrizione anagrafica
• alle ronde
• alle tasse sul permesso di soggiorno e sulla cittadinanza
• al permesso a punti
• alla revoca o negazione del permesso di soggiorno in caso di condanna non definitiva (che lede il principio
fondamentale della presunzione di innocenza)

27 marzo dalla Bassa con furore

Iniziative — Inviato da inbassa @ 11:49
 
Venerdì sera (27 marzo) festa di autofinanziamento di Rete*Bassa @ CSA Pacì Paciana, Bergamo.
 
 

Guerra tra "vittime"

Riflessioni — Inviato da inbassa @ 15:37

 

Nella provinciale Bassa bergamasca si avverte il trend nazionale dell'emergenza sicurezza e dell'emergenza stupri, composto da xenofobia e speculazione su paure indotte per distogliere l'attenzione degli strati sociali più deboli, e quindi più toccati dalla crisi, fornendo loro una valvola di sfogo rappresentata da chi è ancora più debole. 
La creazione di un nemico da bruciare nella pubblica piazza è pratica storicamente ricorrente, come sono ricorrenti le contraddizioni che questa pratica comporta. 
Caso simbolo risulta essere la condizione femminile: continuamente privata di diritti lavorativi e di riconoscimento sociale, la donna riceve massima attenzione solo nel momento in cui subisce una violenza da parte di uno straniero; nel caso lo stupratore sia italiano e lo stupro avvenga tra le mura domestiche, nella migliore delle ipotesi riceve solo un assordante silenzio. 
 
( per approfondire: click qui
 
Dunque anche nella Bassa, precisamente nel comune di Cologno al Serio ( comune interessante  ), per risollevare le sorti del sindaco leghista  Legramanti, escluso dalle candidature alle elezioni provinciali, che si sente un pochino messo in disparte all'interno del proprio partito, ecco che il capogruppo della Lega in consiglio comunale fa il grande annuncio: fieramente issando il sole delle alpi sul comune di Cologno, annuncia che saranno i primi ad introdurre le ronde appena sarà legalmente permesso. Sembra quasi di vedere i leghisti impazienti come bambini all'ultimo giorno di scuola, nell'attesa di una campanella che gli permetta di uscire in strada senza più freni. Si preparano giubottini catarifrangenti, si controllano torce, si ricaricano cellulari, magari si cerca la giacca che nasconda meglio il bastone perchè non siamo mica violenti, però lo si porta lo stesso perchè se passi la vita a scagliarti contro il buonismo cosa saranno mai due randellate. 
 
Nella rincorsa alla speculazione politica, però, la Lega non è sola: ricalcando l'operato di Gianni Alemanno, il neonato circolo "Nuova Italia" di Cologno al Serio, espressione della corrente di AN del sindaco romano, in vista dell'8 marzo indice un convegno sull' "importanza delle donne nel terzo millenio". 
Lo spirito di questo incontro si può intuire dal discorso  dell'onorevole Barbara Saltarmartini (Pdl) che considera culmine dell'emancipazione femminile la propria presenza ad una conferenza in cui la donna è vista unicamente come asse portante della famiglia, senza spendere una sola parola del ruolo della donna all'esterno di essa, se non nel momento in cui viene usata come giustificazione dei decreti contro gli stupri del pacchetto sicurezza, dimenticandosi che la maggior parte delle violenze avviene proprio tra le mure domestiche (nel 2008 sono stati denunciati 4.637 stupri in italia, oltre l'80% dei quali in casa). 
Considerando la legislazione vigente in materia (lo stupro è solo da pochi anni reato contro la persona, prima era un reato contro la morale, e, salvo rari casi, non è prevista la denuncia d'ufficio), che non viene assolutamente modificata dal pacchetto sicurezza, e i pesanti tagli ai fondi per i centri antiviolenza, non può che risultare palese la forte ipocrisia di chi fa campagna elettorale sulla pelle delle donne, considerandole unicamente come incubatrici di figli della patria, esseri deboli da difendere dall'orda straniera. 
 
La donna dunque viene "salvata" dalla violenza rinchiunendola in quella società patriarcale da cui scaturisce la violenza di genere; violenza che secondo i teorici della "sicurezza" è ascrivibile allo straniero, al delinquente che si nasconde nel buio delle nostre strade, quando dovendo stare alla realtà dei fatti, gli stessi teorici dovrebbero inviare un militare per ogni tinello. E forse anche un militare a sorvegliare ogni militare, visto la tendenza di questi a stuprare in situazione di guerra. 
 
E’ giunta l'ora, anzi si è già in colpevole ritardo, di scardinare la cappa di mistificazione e di paura che è stata posta sopra questo paese; e lo si può fare solo affrontando le sue emanazioni, da quelle più becere e visibili come le ronde e i militari a quelle più nascoste e subdole come il razzismo strisciante e la discriminazione di genere, in ogni luogo e in ogni spazio della nostra vita. Siano essi le nostre strade, le nostre case, la nazione intera. 
 
p.s. i mostri italiani


Grandi opere: il lombardo arriva in ritardo

Generale — Inviato da inbassa @ 22:07
 
Riceviamo ed inoltriamo con piacere:
 
IL LOMBARDO ARRIVA IN RITARDO!

TRENI FATISCENTI - AUMENTO DEL PREZZO DEI BIGLIETTI – RITARDI- STRADE INTASATE – PEDAGGI SALATI – INQUINAMENTO

 

E’ questa la triste realtà che tutti i pendolari vedono peggiorare sempre di più.
Riteniamo inaccettabile che Qui nel 2009 si assista ad un tale degrado della rete di trasporti per chi si deve spostare tutti i giorni per andare a lavorare o a studiare.
I soldi per investire in questo importante settore ci sono e I diversi governi e le amministrazioni locali ‘pensano bene’ di spendere ben 7 MILIARDI di EURO per la costruzione di 2 grandi opere:TRENI ad ALTA VELOCITÀ e Autostrada BRE-BE-MI.

La chiara inefficienza di questi modelli è dimostrata da accordi e scadenze non rispettate; i ritardi causano un AUMENTO VERTIGINOSO DELLA SPESA PUBBLICA
Con il progetto Tav, FS SE NE FREGA palesemente dei problemi di dei PENDOLARI
Con il modello Brebemi, si ricorre allo sfruttamento di risorse economiche ed ambientali per investire i soldi pubblici in un opere SUPERATA, DANNOSA E CARA!

La Tav riguarda treni che fermano ogni 100 km, con abbonamenti che superano i salari medi… sarà dura per i pendolari riuscire a prendere al volo il Freccia Rossa!
La Bre-Be-Mi viene spacciata come l’autostrada che toglierà gli ingorghi dalla A4 e che ti porterà velocissimamente a Milano; PECCATO che parte da Travagliato e non arriva a Milano ma a Melzo (62 km). L’IMBUTO sarà collegato ad una Tangenziale Esterna Milanese (macchine1.10-camion 1.80 euro/10 km)che sarà pronta nel 2014!?
In più i costi per le opere accessorie della Brebemi sono arenati sul conto della Tav.

Il VERO motivo che spinge questo SISTEMA è che con questi 7 MILIARDI DI EURO: i privati realizzano le CAVE di prestito, destinate a trasformarsi in discariche, per poi finanziare ulteriori centri commerciali in un ambiente che sarà DEVASTATISSIMO!!!
Mentre la CRISI economica avanza e toglie posti di lavoro sicuri, le nostre vite si fanno sempre più precarie,banche e imprese inventano autostrade su cui speculare!

Bisogna opporsi con ogni mezzo alla costruzione della BREBEMI e della TAV !!!
Non risolveranno i problemi della Viabilità locale, ma siete liberi di sperare che restino briciole per i pendolari…Anziché spostare sui treni i 14 milioni di automobilisti inquinanti come tutta l’Europa oramai fa… In Italia si va controsenso!

Il problema non può essere rimandato per anni ad opere concluse? Adesso che si fa? Le alternative a BRE.BE.MI e TAV esistono, questo modello È INSOSTENIBILE !!!

MOBILITÀ È GARANZIA DI INVESTIMENTI PER IL RILANCIO DEL TRASPORTO PUBBLICO PER TUTTI I VIAGGIATORI DELLA BASSA VELOCITÀ

LE GRANDI OPERE SONO TRENI PUNTUALI E STRADE PERCORRIBILI
NO BREBEMI NO TAV

COLLETTIVO USCITA DI SICUREZZA

WWW.KOLLETTIVOUDS.IT

1 2 3 4 5 6 7 8  Successivo»

Powered by LifeType, NoBlogs.org and A/I Collective