bassa

Appuntamento antifa a Gessate (MI)

Iniziative — Inviato da inbassa @ 16:57

 

 Dai nostri "vicini" della Martesana:

 

 FUORI I FASCISTI DAI NOSTRI QUARTIERI

Ad un anno dall’aggressione fascista avvenuta presso il CPG (Centro per il Protagonismo Giovanile) di Melzo ai danni di Davide, volontario del Servizio Civile e militante del CSA Baraonda, il Forum Martesana propone una giornata di mobilitazione e dibattito.

Nel pomeriggio ci troveremo alla metropolitana di Gessate per coprire le numerose scritte nazi-fasciste che infestano i muri della stazione, proseguiremo, poi,in serata con un incontro in cui sarà ospite Saverio Ferrari dell’Osservatorio Democratico sulle nuove destre di Milano presso la Festa dei Popoli a Cassano d'Adda.

La giornata s’inserisce all’interno di un percorso nato dopo i fatti di Melzo volto a denunciare i sempre più numerosi attacchi di matrice fascista rivolti non solo verso persone riconducibili alla sinistra ed all’antifascismo, ma verso chiunque sia percepito come portatore di una diversità.
Il Fascismo non è Passato, è presente in mille forme.
L’omicidio di Nicola a Verona, i pestaggi all’ Università La Sapienza di Roma e le quotidiane aggressioni razziste messe in atto da giovani attratti da modelli autoritari che esaltano l'uso della violenza, trovano terreno fertile nel dispotismo televisivo,nell'involuzione autoritaria della società,nell'integralismo religioso, nella democrazia guerrafondaia, nella conversione all'acqua di Fiuggi di Alleanza nazionale e nel razzismo sfacciato della lega.
È nell'ampia zona grigia delle complicità, delle connivenze, delle titubanze, delle indifferenze, delle sottovalutazioni, delle prudenze, che i fascismi di ieri e di oggi sono nati e si sono sviluppati, sino ad arrivare ad avere coperture e legittimità politiche.

Vi invitiamo a partecipare alla giornata di sabato 5 luglio ad entrambi gli appuntamenti:

*ore 16.30 ritrovo davanti alla MM di Gessate armati di secchio e pennello

*ore 20.30 dibattito con Saverio Ferrari presso la Festa dei Popoli di Cassano d'Adda

Csa Baraonda di Segrate, Laboratorio contro la guerra infinita di Cologno Monzese, CUB Milano Est, ArciMalabrocca, Associazione Punto a capo di Gorgonzola, PRC di Inzago,Segrate, Cernusco S/N, Carugate, Pessano C/B, Sinistra Critica, ANPI Cernusco S/N, ANPI Cassano D'Adda, Alfredo Di Sirio, Centro Attività Sociali di Inzago.

per adesioni
csabaraonda@gmail.com


racconti della Bassa

Racconti della Bassa — Inviato da inbassa @ 14:45

 

Inizia qui la raccolta di racconti seri e/o faceti ambientati nello splendido fazzoletto di terra tra Bergamo, Milano, Cremona e Brescia.
Gli spunti non mancano, fatevi avanti: se siete della Bassa bergamasca o ci siete passati e avete qualcosa da scrivere, mandate il tutto a retebassa@yahoo.it

 
Comincia la fine della città 


Oltre il finestrino, la breve giornata di novembre stava finendo.
Giulia aveva visto l’alba attraverso lo stesso vetro incrostato di scritte a pennarello nero mezze sciolte da detergenti a buon mercato, resti degli ultimi stoici tentativi di pulizia risalenti a chissà quanti mesi o anni prima.
Probabilmente non si trattava proprio dello stesso finestrino, e dello stesso treno, ma la differenza era irrilevante. Erano sempre gli stessi angoli di vetro arrotondati, oleosi e scuri come fondi di caffè attraverso i quali sbirciava la Bassa scorrere verso Milano, Milano scivolare a tradimento nella Bassa.

  (Continua)

Risate murali

Immagini — Inviato da inbassa @ 21:16

 

 

Ogni tanto se ne sente il bisogno.

 

 

 

 

 


Santa Rita aiutaci tu

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 18:56

 

Ecco un buon esempio di come si può garantire la sicurezza dei cittadini. Notare anche come i criteri di assunzione siano assolutamente trasparenti...

E il chirurgo sotto accusa rivelò
"Vado a Bergamo, mi vuole la Lega"

Clinica degli orrori, Brega parlò di contatti con l´ex parlamentare del Carroccio Ercole. L´ex deputato del Carroccio: sì, pensavamo a lui per una nomina a Treviglio
di Walter Galbiati e Emilio Randacio


«Il mio sponsor di Pavia adesso mi vorrebbe a Bergamo». È il 25 gennaio 2008. Pier Paolo Brega Massone, il chirurgo finito in carcere lunedì scorso per lo scandalo della Santa Rita, accusato non solo di lesioni, ma anche di omicidio per la morte di 2 pazienti, sta parlando al telefono con Enza La Corte, la fidata infermiera. Dopo essere stato licenziato in tronco dalla struttura del notaio Francesco Pipitone, in seguito alla sospensione della convenzione con la Regione del suo reparto, è a caccia di un buon posto di lavoro.

La collocazione alla clinica San Carlo non sembra appagarlo più di tanto. Senza nominarlo mai, Brega però indica come il suo nuovo possibile salvatore Cesare Ercole, ex parlamentare della Lega Nord, 55 anni, originario di Broni, in provincia di Pavia. Ercole, medico di professione, dopo aver abbandonato la Camera, come ultimo incarico si è insediato sulla poltrona di direttore generale a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 17 gennaio scorso. In precedenza era consigliere di amministrazione dell´ospedale San Matteo di Pavia.

«Certo, lo conosco», spiega a Repubblica senza troppi giri di parole Ercole. «Sono di Broni, Brega Massone è di un paese vicino». Alla domanda se è vero che aveva pensato a lui per una nomina a Treviglio, il direttore generale targato Lega nord, ammette: «Stavamo pensando a lui, dopo aver visto il suo curriculum e i suoi titoli, era stato proposto il suo nome per una struttura dell´Asl». Su come avesse conosciuto le doti in sala operatoria del chirurgo, Ercole ricorda che «mi era stato presentato da due sorelle mie amiche di Pavia. Mi avevano detto che grazie a un intervento era riuscito a salvare la vita al loro fratello». Sul fatto che Ercole fosse lo sponsor di Brega, l´interessato frena. «Non ero il suo sponsor, ho solo ipotizzato un suo utilizzo in una futura struttura di chirurgia toracica di Treviglio».

Ipotesi comunque sfumata, a cui peraltro Brega non sembrava a dire il vero ambire molto, almeno stando sempre alle intercettazioni raccolte dalla procura di Milano. Perché sembra che la vera aspirazione fosse quella di entrare al San Matteo. Ma la promozione di Ercole avrebbe fatto sfumare questa speranza. «E no - insiste Brega con l´infermiera prevedendo anche un futuro non certo comodo - , quindi io ce l´ho nel c. certo, perché nella peggiore delle ipotesi vado a Treviglio, però, come dire, non è proprio a due metri, ogni mattina mi devo fare 100 chilometri».
[...]

 


Zingonia in tv

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 20:17

 

Da Matrix di mercoledì sera piccolo servizio su Zingonia (info su Zingonia qui e qui)

 

sembra che qualcuno si sia accorto di Zingonia...

infatti esattamente la mattina dopo (dal Corriere):

[...], in provincia di Bergamo, due appartamenti, affittati a cinque immigrati clandestini dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati sequestrati dai carabinieri proprio in applicazione del pacchetto sicurezza . I militari della Compagnia di Treviglio hanno messo i sigilli a due abitazioni di Zingonia, in una zona nota per la concentrazione di immigrati irregolari e già più volte alla ribalta delle cronache per episodi di criminalità. Le indagini hanno portato all'arresto di cinque marocchini clandestini responsabili di spaccio di stupefacenti e hanno consentito di accertare che gli immigrati finiti in manette pagavano in nero, ai proprietari degli immobili, circa 500 euro al mese per ciascun appartamento. I proprietari degli appartamenti, anche loro nordafricani - ma regolari - sono stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Le abitazioni potrebbero essere presto confiscate, così come previsto dalla nuova normativa.
 

i cinque clandestini di cui parla l'articolo erano noti da tempo come spacciatori nella zona. Tutti, comprese le forze dell'ordine, sapevano dove avrebbero potuto trovarli ogni sera, stesso posto stessa ora. Le zone di spaccio e quelle di prostituzione sono fisse e delimitate da anni, a Zingonia. Carabinieri e polizia preferiscono di solito ignorarle, puntando sui più facili controlli dei documenti agli abitanti del luogo, per poi svegliarsi di colpo ogni tanto ed effettuare "maxi-retate", di solito in concomitanza di particolari eventi politici.
Le "indagini" svolte sembrano tanto un tentativo di propaganda finalizzato a mostrare come il nuovo pacchetto sicurezza sarà in grado di cambiare il volto della zona.

 

 


Stupri padani

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 15:34
 
Mentre il clima nazionale spinge parecchi razzisti nostrani a preoccuparsi della minaccia che i cittadini stranieri rappresenterebbero per le "loro" (?) donne, mentre le violenze domestiche continuano fare notizia solo quando sono commesse da immigrati, ecco come il giornale locale della Bassa bergamasca parla di turismo sessuale, sequestri di persona, violenze sessuali quando a compierli è un simpatico signore della zona ("brillante, affascinante, dai modi giovanili"): un bell'articoletto di costume, due risate pruriginose, e via.
 
"TREVIGLIO - LA STORIA D'AMORE TRA UN ASSICURATORE SESSANTASETTENNE E UN'ESUBERANTE DICIOTTENNE FINISCE IN TRIBUNALE LA GIOVANE AMANTE CUBANA HA DENUNCIATO IL SUO PRINCIPE AZZURRO ORA LUI RISCHIA SEI ANNI DI CARCERE E DI DOVER PAGARE CENTOMILA EURO
 
Treviglio - Lei una bella, giovane ed esuberante cubana, lui un brillante 67enne di Treviglio, dai modi affascinanti e dall'aspetto giovanile, approdato per piacere e per affari nell'isola caraibica. I due si conoscono nel '97 durante una calda serata caraibica: undici anni dopo finiscono in Tribunale, lui alla sbarra degli imputati con l'accusa di violenza sessuale, violenza privata e molestie, lei al banco della parte civile con una richiesta di 100mila euro di provvisorio risarcimento. Un'avventura esotica come tante, finita nel peggiore dei modi per un noto assicuratore della città che ora rischia sei anni di carcere. Questa la pena chiesta mercoledì nei suoi confronti dal pm Letizia Ruggeri durante l'udienza del processo in Tribunale a Bergamo. Tutto è iniziato nell'aprile del '99, quando l'assicuratore, invaghitosi della bella cubana 18enne, l'ha fatta venire in Italia con un permesso di soggiorno come badante della madre di lui.
Lei, attirata dal miraggio di una vita agiata e soprattutto dal desiderio di sfuggire alle ristrettezze del regime castrista, ha immediatamente accettato. Ma dopo pochi mesi il suo sogno si è trasformato in un incubo e l'appartamento di Calvenzano, dove il suo amante trevigliese l'aveva collocata, al riparo da occhi indiscreti, soprattutto quelli dei famigliari dell'assicuratore, da alcova d'amore era ben presto diventato una terribile prigione dorata: la gelosia del 67enne era sempre più soffocante e la giovane era costretta a concedersi a lui anche contro la sua volontà. Intanto anche la burocrazia internazionale ci aveva messo lo zampino: i permessi di soggiorno erano scaduti e rimanere in Italia per la giovane cubana era sempre più difficile. Alle «insidie» della legge l'assicuratore aveva risposto con un matrimonio per procura: nell'isola caraibica aveva spedito i dati del nipote celibe e alla sua amante aveva fatto così ottenere una volta per tutte la cittadinanza italiana. Tenuta sotto l'arma del ricatto la bella cubana era costretta a esaudire ogni suo volere. Unica libertà, la frequentazione di una palestra, dove la giovane ha conosciuto il suo attuale compagno. Vistosi perduto l'assicuratore ha allora iniziato a inviare a lui, alla sua famiglia e agli amici foto osè di lei. Mercoledì l'avvocato difensore dell'assicuratore Fernando Bontempelli ha però depositato un memoriale difensivo nel quale smentisce tutte le circostanze. Il 24 settembre la sentenza. " "

 


1 giugno, festa per liberare gli spazi

Iniziative — Inviato da inbassa @ 11:39

1 giugno, il ritorno degli space invaders

Iniziative — Inviato da inbassa @ 18:34
 

SPACE INVADERS - IL RITORNO


DOMENICA 1 GIUGNO  SUL FIUME SERIO 

           ROMANO   di LOMBARDIA  DALLE ORE 15.00

Si terrà una festa autogestita da e per invasori di spazi (autoctoni della Bassa e non, orobici e migranti e soprattutto migranti orobici!).

È autogestita perché vuole  dare vita a forme di espressione autonome e  denunciare la politica di gestione degli spazi pubblici nella zona.

È organizzata al fuori dalle meccaniche commerciali, collettivamente, senza rapporti di gerarchia nell'organizzazione e cercando di eliminare la separazione tra chi crea un immaginario e chi lo consuma.

È una festa aperta: una sorta di campo base dove rifornirsi di antidoti contro il nuovo fascismo che avanza, e poi ripartire. Un luogo, soprattutto mentale, dove prendere contatti e tessere relazioni.

È un momento di scambio di saperi e di tecniche: ci sarà un microfono aperto autogestito, ci saranno banchetti con info, cucina, e anche workshop in cui si potrà imparare a fare delle cose insieme.

Dalle 15.00 torneo di calcetto: DAI UN CALCIO AL RAZZISMO!!!


È una festa! Ci saranno musica e bevande.

SPAZI LIBERI, AUTOGESTIONE, FESTA!

 

Piccola storia di razzismo quotidiano

Riflessioni — Inviato da inbassa @ 20:17

 

Questa testimonianza arriva da una studentessa di storia dell'Università Statale di Milano.  Forse potrà sembrare poco significativa, tra le continue notizie di aggressioni, ronde, roghi ai campi rom, "dagli allo straniero". La riportiamo lo stesso, nella sua meschinità, quasi per senso del dovere.

"Università degli Studi di Milano, corso di romeno afferente al Corso di Laurea di Lingue e Letterature straniere. Frequentato da figli di coppie miste e immigrati di seconda generazione alle prese con la riscoperta della grammatica avita, e semplici curiosi e cultori italici. Tutto nella norma, come mille altri corsi.
Però, c'è un però. La lingua neolatina di quella propaggine di romano Impero è una "lingua di merda". Una "lingua da zingari". Del resto la parlano, indiscriminatamente, stupratori romeni, ladri romeni, ubriaconi romeni, badanti-prostitute romene, ladri di bambini rom, accattoni rom.

E allora diversi studenti decidono di cambiare corso, passare ad una lingua meno insidiosa, più politicamente corretta. Anche per sottrarsi ai commenti sempre più fastidiosi dei compagni di studi.

Si vede che anche studiare il paradigma del verbo essere in romeno è indice di complicità con l'inquinamento biologico e morale che i loro madrelingua perpetrano quotidianamente, si vede che comprare una grammatica è contrastare l'operazione sicurezza trasversalmente condivisa e appoggiata."

 


Trenitalia prova a ostacolare il corteo di Verona

Iniziative — Inviato da inbassa @ 16:59

 

Numerosi manifestanti bergamaschi e bresciani avevano deciso di raggiungere in treno il corteo antifascista di Verona. Trenitalia evidentemente non ha gradito, vista la scena surreale che si è verificata alla stazione di Brescia: nonostante fossero stati acquistati dei normali biglietti cumulativi, il treno è stato inspiegabilmente bloccato per più di un'ora, tra la rabbia di tutti i viaggiatori presenti. Nessuno, se non i manifestanti, ha spiegato alla gente cosa stesse accadendo. Ad un certo punto gli altoparlanti hanno annunciato che "il treno sarebbe partito con un ritardo indeterminato per controlli delle forze dell'ordine". Peccato che le forze dell'ordine non si siano avvicinate al treno, nè avevano alcuna intenzione di farlo.

La responsabilità del blocco era interamente di Trenitalia: infatti uno zelante rappresentante dell'azienda richiedeva insistemente il controllo dei biglietti, senza per altro minimamente tentare di farlo. Nel frattempo si avvicinava, e passava, l'ora della partenza del corteo di Verona, mentre i pendolari erano impossibilitati a raggiungere le loro case. 

Il blocco è stato rimosso solo dopo l'occupazione degli altri binari.

Complimenti a Trenitalia che ha cercato di creare "problemi di ordine pubblico" a comando, come avviene ormai spesso da un paio d'anni a questa parte.

alcune foto:




alcune foto del corteo:

foto 1 foto 2 foto 3

 


Sei straniero e hai bisogno di aiuto? Ti espello

Iniziative — Inviato da inbassa @ 10:01
 
Ricordate il vecchio adagio "aiutiamo gli italiani e/o i padani prima degli altri"?
Storia vecchia. Ora è stato sostituito da "anche se ho soldi per aiutarti, se sei straniero non te li do".
Anzi, ti espello.

La Lega ha ottenuto  un buon 30% a livello locale nelle ultime elezioni. Volete che non calchi la mano?
Che non si senta in diritto, anzi in dovere, di inasprire quel clima di xenofobia in cui sguazza quotidianamente?
Magari per coprire con urla e slogan una realtà scomoda.

La geniale pensata proviene, infatti,  dal sindaco di Brignano (Bassa bergamasca)  Giuseppe Ferri, Lega Nord, che ha introdotto nel suo comune una nuova ordinanza:  prevede il ritiro immediato del permesso di soggiorno agli stranieri che si azzardino a chiedere un sussidio economico.

Il tutto sulla falsariga di una non meglio precisata direttiva europea che impone allo straniero di possedere un reddito tale da non "pesare" sul paese ospitante.

Lo stesso sindaco capeggia da mesi una giunta che arranca su svariati problemi urbanistici, fra tutti il piano regolatore: nient'altro che una gigantesca colata di cemento sul paesino della Bassa, tanto che persino alcuni compagni di partito di Ferri hanno votato contro. Salvo poi essere costretti a dimettersi, lasciando il posto a personaggi più malleabili.
Cosa c'è di meglio di prendere torce e forconi per la caccia allo straniero per dimenticarsi delle aberazioni edilizie in corso?

Piccola parentesi legale:

la direttiva a cui fa il riferimento Ferri è la  2004/38/CE recepita con il decreto legislativo del 19/01/2007, riferita ai soli cittadini comunitari. Sarebbe utile che Ferri andasse oltre la riga della direttiva che afferma "Il diritto di soggiornare per un periodo superiore a tre mesi resta soggetto ad alcune condizioni:
...
disporre di risorse economiche sufficienti e di un'assicurazione malattia al fine di non divenire un onere a carico dell'assistenza sociale dello Stato membro ospitante durante il soggiorno."
Basta superare il punto per leggere "A questo proposito, gli Stati dell'Unione non possono fissare l'ammontare delle risorse considerate sufficienti, ma devono tener conto della situazione personale degli interessati".
Un'altra direttiva (2003/109/CE) recepita con il decreto legislativo del 8/01/2007, riferendosi a tutti gli stranieri comunitari e non, dichiara:

"12. Oltre a quanto previsto per lo straniero regolarmente soggiornante nel territorio dello Stato, il titolare del permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo puo':
.
.
c) usufruire delle prestazioni di assistenza sociale, di previdenza sociale, di quelle relative ad erogazioni in materia sanitaria, scolastica e sociale, di quelle relative all'accesso a beni e servizi a disposizione del pubblico, compreso l'accesso alla procedura per l'ottenimento di alloggi di edilizia residenziale pubblica, salvo che sia diversamente disposto e sempre che sia dimostrata l'effettiva residenza dello straniero sul territorio nazionale".

Lo stessso decreto legge prevede che uno straniero con permesso di soggiorno da più di 5 anni possa ottenere il rinnovo automatico di ques'ultimo se dimostra un reddito annuo inferiore a quello previsto per l'erogazione dell'assegno sociale (circa 5000 euro all'anno).

Per raggiungere insieme Verona

Iniziative — Inviato da inbassa @ 20:14

 

CORTEO ANTIFASCISTA
SABATO 17 MAGGIO
ore 15.00 - Stazione Porta Nuova / Verona

ritrovo nelle stazioni di:

Treviglio centrale ore 13.00 (treno 13.42)
Romano di Lombardia ore 13.15 (treno 13.54)

 

 

VERONA, MAGGIO 2008: FASCISTI UCCIDONO!


Il 1 maggio a Verona 5 neofascisti uccidono un ragazzo a calci e pugni: un OMICIDIO POLITICO in piena regola. La questura veronese e la stampa locale e nazionale nel frattempo si affrettano a diffondere una ricostruzione dei fatti che vuole accreditare la versione di una rissa per futili motivi, la cui motivazione è da cercare nelle logiche del 'branco' e nel vuoto di valori dell'odierna società. Tutto questo è FALSO! Gli squallidi personaggi in questione sono appartenenti ad organizzazioni dell'estrema destra locale (uno addirittura si candidò nelle liste di Forza Nuova), già protagonisti di numerose aggressioni negli ultimi due anni.

La morte di Nicola Tommaselli è un OMICIDIO POLITICO, maturato nel clima di intolleranza che si vive nelle strade di Verona e tante altre città: un clima di intolleranza fomentato dalle campagne della stampa e dei politicanti di destra e sinistra che agitano la questione della sicurezza, chiedendo ORDINE e REPRESSIONE, diffondendo ed alimentando ad arte i sentimenti di paura e discriminazione del diverso, che si tratti di un immigrato, un mendicante o un omosessuale. Un clima che ha LEGITTIMATO silenziosamente le azioni infami di questi assassini, come legittima i roghi notturni ai campi Rom o le ronde di solerti cittadini alla ricerca della loro legalità.


Un OMICIDIO POLITICO per natura e matrice, non certo un episodio casuale.
Un'aggressione che ricalca tristemente quanto accaduto in questi ultimi anni a Milano e a Focene (Roma), con gli omicidi di Dax e Renato Biagetti: omicidi frutto del diffondersi di una mentalità xenofoba e intollerante in cui l'IDEOLOGIA FASCISTA trova spazio per proliferare e creare aggregazione. E' nostro compito tornare a combattere con determinazione rigurgiti di FASCISMO e RAZZISMO: nelle scuole, nei posti di lavoro e nelle strade e ovunque questi si ripresentino, nel silenzio connivente dell'opinione pubblica.

IL TEMPO DELLE PAROLE E' FINITO!
COSTRUIAMO L'AZIONE ANTIFASCISTA NELLE NOSTRE CITTA'!
 
 




Mayday! Mayday! 2008

Immagini — Inviato da inbassa @ 13:19

 

La Bassa era presente, alto era il morale, la morale non si sa...

"A dispetto delle assicurazioni degli organizzatori del corteo, anche quest´anno i bravi ragazzi dell´area no global e dei centri sociali che hanno partecipato alla Mayday Parade hanno lasciato il segno" - ha tuonato il vice sindaco De Corato.

Infatti!

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

 

 

 

 

 


La svastica delle alpi

Riflessioni — Inviato da inbassa @ 21:21

 

Un'analisi reperibile qui: socialdesignzine

Semiologia politica in Padania

Alessandro Savorelli*

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana, alcuni professori comunisti, sedotti dal lato oscuro della forza, inventarono uno dei loro soliti inganni dialettici, stalinian-hegeliani: la semiotica. Che cosa dicevano? Invitavano a studiare i “segni” come se fossero non superfetazioni arbitrarie del reale, ma “cose” esse, o segmenti di cose, non separabili dalle cose: non “scorze”, o scorze senza le quali la “polpa” va a male e si disfa. Su questo presupposto insegnarono a pensare che la pratica della decrittazione dei segni desse delle informazioni sulle cose stesse e consentisse di giudicarle: fosse il quadro di un 'pompiere' di fronte a un classico, il menu della pizzeria a taglio “Bella Napoli” e quello di Maxim, un movimento politico dall’ideologia sgangherata o una formazione dal programma complesso.

(...)

Infine la Lega, l’unico segno rimasto dagli anni Ottanta, perché. come è stato osservato acutamente in un commento, è ormai “il partito più vecchio della repubblica” (di una repubblica che esso, paradossalmente vuol disfare). Ho chiamato (sforzandomi di ridere) quel segno «svastica delle Alpi», non senza motivo: come la svastica è un emblema solare; e ho poi dato la stura a un’invettiva che, tuttavia, non è così partigiana come si crede. Se si tolgono gli aggettivi-contumelia (canaglia, carogna, rozza etc.), mie definizioni personali (che ho espresso più volte), gli altri non sono offensivi. Fotografano bensì le idee portanti del movimento leghista: xenofobia, localismo, difesa di interessi costituiti, disprezzo dello stato, indifferenza ai problemi dei “diritti”, tradizionalismo. Idee del genere sono “di per sé” reazionarie, anche se la storia le ha rimescolate in tanti modi. Né la Lega si dovrebbe offendere di una definizione che è puramente neutra (come “liberale”, “conservatore”, “progressista” etc.). Se “comunista” nel linguaggio berlusconiano-leghista sta diventando una parolaccia, come già lo era “fascismo” per i democratici, “reazionario” può ben essere una definizione e non una contumelia.

Ma la cosa non è stata bevuta: mi sono saltati addosso in molti, reclamando la “modernità” della Lega, la sua “vicinanza al popolo e ai suoi bisogni” (non compresi dalla sinistra classica), il fatto che l’hanno votata gli operai, la sua presunta probità amministrativa. Ora che la sinistra non abbia capito certe cose, sono il primo a sostenerlo, ma l’argomento «la votano gli operai, ergo» mi lascia perplesso: i contadini affamati del cardinal Ruffo che impiccavano i giacobini non rendevano ipso facto «moderno» il cardinal Ruffo: che reazionario era e rimaneva. Testimoniavano semmai della subalternità popolare a parole d’ordine reazionarie.

Ordunque, vediamoli i “segni” della Lega, come facevano i semiologi della galassia lontana lontana, vediamola la sua strategia comunicativa. Vediamo se ci dicono qualcosa di lei. Se la definizione “reazionaria” è gratuita.

Cominciamo dal sole delle Alpi. Segno solare e ancestrale: nessun partito moderno si è rifugiato in una terra di mezzo cos
ì lontana per dire ciò che è. E sorvolo sul fatto che la scelta è a sproposito: quel simbolo si trova in tutto il mondo antico e medievale, e in tutto il mediterraneo. Io ne ho fotografati decine nel sud e in altre zone non sospette di essere “celtiche”; si trova persino in Tunisia. Ma a parte la bufala storica e antropologica, il segno non è che un segno di forte evocazione ancestrale, una runa, proprio come la svastica, la croce celticaimprinting da destra reazionaria innegabile.  Un partito moderno non sceglie simboli ancestrali, veri o finti.
Se poi si va sul sito dei Giovani Padani, i simboli (anche questi quasi tutto falsi, cioè reinterpretati a partire dal mito) sono resi in una ridicola araldica da palio di paese, addobbata di draghi, leoni, spadoni, grifoni: paccottiglia recuperata sui siti di araldica, i più esoterici, e rivenduta per storica. Nessun partito moderno si addobba da dungeons and dragons. La scelta di connotarsi come “nazioni” coi propri simboli d’antan, è tipica di un'ideologia nazionalista, patriottarda e revanscista. L’Italia umbertina e il fascismo amavano le parate delle “province fedeli” coi loro blasoni, del genere «Frosinone! presente!». Mio padre rammentava il cartello da
parata del fascio di Forlì: «noi, Forlì, il mondo».

Militarismo, non importa se solo verbale. Dagli scudo dragonati alla macchina teatrale-guerriera: i giovani padani hanno sempre la spada in mano, l’elmo in testa, come il prode Anselmo, e combattono sempre contro qualcuno all’arma bianca. come i gruppi ultras delle curve e i movimenti di destra. Camicia nera, camicia verde. i padani, come i fascisti amano agghindarsi in divisa.


Nazionalismo. Posticci i simboli, da film storico (i padani sbavano per quella schifezza di Braveheart), posticcia la patria padana: e tuttavia il connotato nazionalistico è fortissimo: una patria sempre armata e in guerra contro nemici e oppressori. Nazionalismo etnico di estrema destra: aggressivo, esclusivo. Magliette e poster esibiscono tipiche idee da nazionalismo di destra: onore, coraggio, orgoglio, tradizione. Di nuovo, come le curve di destra.
Tutte queste cose si vedono anche molto bene nel prezioso catalogo dei poster della Lega (dal 2000 a oggi) sul suo sito. Sulla grafica lascio il commento ai tecnici: a me pare piuttosto dozzinale, per non dire pacchiana, urlata, da manifesto di sagra paesana o discount da tre soldi. La strategia comunicativa comunque, verbale e iconografica non lascia dubbi sulla collocazione politica.
Nazionalismo, mitologia nazionale, spiegata ai bambini, come nelle dittature, in appositi opuscoletti. Lo slogan è elementare e protervo «padroni a casa nostra».

Ibridazione dei messaggi: come il fascismo, la Lega adotta “pezzi” del linguaggio politico altrui, e li usa con disinvoltura: «il vento del Nord», la «lotta di liberazione».

Conservatorismo e totale chiusura di fronte ai problemi nuovi: espellere i clandestini, negare rappresentanza, opposizione alle leggi («basta tribunali dei minori»).

Moralismo fondamentalista (ipocrita: chi va con la squillo? chi si droga? sono marziani, terrorni, extracomunitari?), stile sindaco-sceriffo di Hollywood («ripulirò questa città»):  «prostituzione e pornografia ALT!». «Ferma l’AIDS»: come? non si sa, votando Padao. Perché come diceva la macchietta di un film americano: «l’AIDS non è la malattia, è la cura»…

Elogio del premoderno. Semplificazione dei problemi economici e protezionismo crudo, premoderno («servono i confini per difendere le imprese»). Premoderna negazione di diritti validi per tutti e privilegio etnico: «Case popolari: prima i padani!», «Magistrati padani in padania».

Violenza verbale, autoidentificazione attraverso un nemico satanizzato, alla Karl Schmitt. Esasperazione aggressiva del linguaggio: la Padania è sotto apartheid, il nemico è un’«orda», l’Europa impicca la Padania, in Italia ci sono i «soviet», il governo deve essere tritato nella spazzatura, Roma è uno stato «coloniale», i «turchi e i cinesi» (il pericolo giallo!) ci assediano, la sinistra è fatta di «nazisti rossi». Il ministro delle finanze è un «ratto che ti rapina».

Tradizionalismo: «sì alle radici cristiane». Naturalmente un po’ cristiane un po’ celtiche.

Antipolitica, prepolitica. La politica è una questione di «soldi!ì». Egoismo e rivolta fiscale: le paure e le ossessioni del borghesuccio diventano un programma politico rudimentale. Qualche intellettuale della Lega scrive talora «autonomia finanziaria», ma al popolo ci si rivolge più direttamente, in mutande: «basta tasse», anzi, meglio «basta soldi», o  «i soldi delle tasse»; Roma è una matrona che frega le uova d’oro alla Padania, un vampiro romano «frega i risparmi» ai padani; gli «statali» (per definizione tutti poltroni, fatta eccezione forse per statali padani?) vanno buttati fuori. L’armamentario della commedia all’italiana, dei «tartassati», al posto della politica; l’antipolitica e prepolitica dei discorsi da bar come strategia comunicativa. Il conservatorismo contro lo stato e contro le tasse connota i partiti di estrema destra populista da sempre. Lo stila è identico a quello dell’Uomo qualunque. Stessa vittimismo complottardo, stesso appello alla furbizia italiana: non farti fregare dallo stato. Soluzione classica: più padania, più libertà. Ci siamo noi a difenderti. Si esce dalla crisi a destra, come nella Germania del ’32 e per mezzo di amici fidati, gente come te, un capo che viene dal popolo, in canottiera.

Ecco la strategia comunicativa del partito «radicato nel popolo» e «amato dal popolo», che ora tutti vezzeggiano. È una strategia di estrema destra, reazionaria: di solito le idee e la pratica sociale e politica di chi usa una strategia del genere sono reazionarie. Magari la Lega sarà un’eccezione: anche gli squadristi, col loro ridicolo fez, il manganello e l’eia eia alalà sedussero qualche tranquillo liberale timoroso delle intemperanze della sinistra e preoccupalo del suo portafoglio, qualche «laureato, educato, dalle visioni ampie, razionale, acculturato, intelligente, voglioso di tensione e cambiamento, interessato, dinamico, propositivo».  Le colpe della sinistra sono nel non volere e poter dare risposte ai problemi che la Lega agita come clave: ma questo non toglie che le idee che la Lega agita, scrivendo e dicendo quel che dice e come lo dice, siano arretrate e pericolose per la democrazia. Inseguirla sul suo terreno, a partire dalle prossime venture riforme istituzionali, sarebbe l’anticamera di ulteriori disastri per l’opposizione.
 
 
*Ricercatore e storico della filosofia moderna presso la Scuola Normale di Pisa, si occupa di storia della simbologia e dell'araldica delle istituzioni pubbliche, in particolare dell'araldica comunale.


27 aprile, partigiani a Caravaggio

Iniziative — Inviato da inbassa @ 19:01

 

DOMENICA 27 APRILE ORE 10,00

OMAGGIO ALLA TOMBA DEI QUATTRO GIOVANI PARTIGIANI CARAVAGGINI

Uccisi dai fascisti a Capralba nel marzo 1945

Partenza all’inizio di via Nazario Sauro per il Cimitero di Caravaggio

 

 

Il 25 Aprile non è una ricorrenza fra le tante: nel 1945 ha segnato la fine della Seconda Guerra Mondiale per l’Italia, nonché dell'occupazione nazista che durava dal 1943.

 

L’indifferenza per un passato molto vicino, non solo cronologicamente, lascia campo libero alle strumentalizzazioni politiche, e soprattutto partitiche. Per questo riteniamo inaccettabile che un’istituzione, quale è il Comune di Caravaggio, celebri una data così fondamentale passando l’immagine di una liberazione ad opera delle sole forze alleate, misconoscendo esplicitamente il ruolo della Resistenza partigiana. Anche a Caravaggio così come nella Bergamasca, il movimento partigiano era attivo e combattivo: questo paese ha dato i natali a quattro giovani partigiani uccisi dai fascisti a Capralba nel marzo 1945, dimenticati dall'Amministrazione comunale.

 
Nell'intera provincia di Bergamo sono stati ufficialmente censiti 4845 partigiani.

Da anni l'amministrazione comunale (leghista) di Caravaggio celebra il 25 aprile con una sfilata di mezzi militari statunitensi ed italiani, una parata di bikers amici dell'assessore alla sicurezza e tante altre amenità, tra cui la PRESENZA DI SIMBOLI FASCISTI, senza dedicare una sola parola alla memoria dei giovani partigiani caravaggini uccisi dai fascisti.

Alcune immagini del corteo per il 25 aprile che si è svolto a Caravaggio nel 2007:

 

 
 




 

Per questo “ora e sempre Resistenza” contro la bieca riscrittura strumentale di una storia di cui sopravvivono ancora alcuni protagonisti, e soprattutto molte conseguenze.

 


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