bassa

19 Ago, 2008

Fare festa nel Nuovo Medioevo

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 10:24

 

Una notizia di Ferragosto:

 

CASSANO D'ADDA Il Comune interdice l'accesso al fiume per il giorno di festa

Pic nic vietati a Ferragosto Soprattutto per i senegalesi

Non è certo Giancarlo Gentilini che, per carità, di gente come il prosindaco trevigiano uno basta e avanza. Ma, nell'estate delle ordinanze anti-immigrati, il «buon» sindaco di Cassano d'Adda (un comune di circa 20mila abitanti in provincia di Milano), il forzista Edoardo Sala, ha voluto, in piccolo, fare la sua parte. E ha deciso di impedire lo svolgimento della festa di ferragosto della comunità senegalese sul suo territorio.
Con un'ordinanza ad hoc, preparata in fretta e furia nell'afosa calma estiva della profonda provincia milanese: «Per il giorno 15 agosto 2008, dalle ore 7 alle ore 24 - recita il documento, datato 23 luglio - è fatto divieto assoluto di accesso e permanenza di cose e persone all'interno dell'area denominata 'Pignone' che per l'occasione avrà gli ingressi debitamente chiusi con apposita segnaletica verticale”

(…)Ogni fine settimana da maggio a settembre, tempo permettendo, la zona è meta di famigliole con bimbi al seguito, ragazzotti che giocano «al pallone», pescatori e coppiette che provano a infrattarsi per avere un po' di intimità. E, almeno fino allo scorso anno, di tutta la comunità senegalese della zona, che da oltre vent'anni trascorre il ferragosto sulle rive dell'Adda. Organizzando una festa spontanea, che vede arrivare da tutta la Lombardia gente originaria del Senegal, ma non solo, e che è diventata col tempo un'occasione di socialità e integrazione tra la comunità immigrata e gli «indigeni», perlomeno quelli che in quel periodo non sono spaparanzati al sole nelle loro case di villeggiatura.
Ma, per il primo cittadino cassanese, quella festa non s'ha da fare. E allora ecco pronta l'ordinanza. Che motiva la decisione di chiudere la zona con «il diffuso allarme sociale» provocato negli abitanti «dall'elevato numero di persone di diversa nazionalità» (africana, naturalmente. E se fosse svizzera o statunitense?) che ormai da diversi anni si ritrova nella zona. Probabilmente «brutta gente» secondo il sindaco e che, a suo dire, fa un «uso spropositato di bevande alcoliche (gli italiani no?), di strumenti atti a generare musica (si chiamano strumenti musicali, signor sindaco) e che deturpa il patrimonio pubblico». Quindi lì non ci deve stare. E sì che la festa senegalese è riuscita a sopravvivere anche a due mandati di monocolore leghista, proprio perché anche la «vox populi» ha sempre riconosciuto la civiltà dei partecipanti e la cura nel non arrecare danni all'area.

(…)Quello per la festa di ferragosto non è il primo «niet» del sindaco. In primavera aveva vietato il concerto del Primo Maggio, dicendo che era troppo rumoroso, e il mese scorso ha impedito che si svolgesse in un parco cittadino un corso di yoga organizzato dai Verdi locali (troppo rumoroso anche quello forse). In compenso, qualche settimana fa, i cittadini cassanesi sono stati svegliati nel cuore della notte dai fuochi d'artificio sparati in villa Borromeo, storica villa cassanese (e di proprietà di Silvio Berlusconi), dove si stava tenendo una festa della guardia di finanza. A un'interpellanza presentata dalle opposizioni sulla questione in consiglio comunale il sindaco si è scusato, dicendo che era stato un errore, ma che «visto il calibro dei partecipanti (Anna Falchi e, pare, anche Giulio Tremonti) l'evento aveva dato lustro alla città».

(Il Manifesto)

Da  abitanti della zona, aggiungiamo un particolare non da poco: la festa ha potuto svolgersi, in realtà, per l'intercessione del sindaco di Fara Gera d'Adda, comune sulle sponda bergamasca del fiume. Gli africani,  di varie nazionalità visto che la festa non è organizzata solo dalla comunità senegalese, a detta dello stesso sindaco e della gente del luogo non hanno creato nessun disturbo nè tantomeno problemi di "sicurezza".  Molti gitanti si sono invece lamentati per la presenza dalla Polizia locale di Cassano d'Adda sul ponticello di legno che collega le due sponde, che impediva a chiunque di raggiungere la riva milanese dell'Adda (fare una passeggiata attraversando il ponte è un'usanza molto diffusa il giorno di Ferragosto, e non solo). Qui trovate le prove, sotto forma di fotografie piuttosto eloquenti. Il sindaco di Cassano d'Adda aveva infatti avvertito: "Farò rispettare la mia ordinanza, nessuno tenti un colpo di mano!" 

Questa strana "guerra dell'Adda" fa pensare ad un nuovo Medioevo fatto di paesi-stato autonomi, che dettano legge a suon di ordinanze "creative", e mandano la Locale armata a presidiare i ponti levatoi che li difendono dai paesi nemici. Insomma, uno spasso.

Da segnalare il titolo di Libero "news" (ebbene si, un altro quotidiano nazionale oltre al Manifesto e Repubblica si è interessato della faccenda): "Adda nel caos per la festa africana".

Crediamo che l'Adda, almeno lei, se ne sbatta altamente della nazionalità di chi si ritrova a passare un po' di tempo libero sulle sue sponde. Di sicuro non si sarebbe aspettata di tornare ad essere confine sorvegliato tra i territori di Milano e Bergamo.

 


 


Commenti

  1. ciao, anche io a Ferragosto ero al Pignone. Ho messo un resoconto della giornata sul mio sito www.robertomaviglia.it

    Inviato da roberto — 20 Ago 2008, 17:23


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