bassa

22 Feb, 2008

Panda Nera, parla la difesa (!)

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 21:12

 

Prosegue l'udienza che vede imputati carabinieri e vigili urbani della Bassa per pestaggi di immigrati e molto altro ( vedere  qui)

"Raid in divisa, irregolari i verbali dell'inchiesta"
La difesa: c'è la firma dello stesso inquirente per interrogatori contemporanei e in posti diversi. La Procura: errore di battitura
 
Un'inchiesta nella quale viene contestata anche la mancata verbalizzazione di sequestri di droga, cellulari e soldi, non può basarsi su verbali irregolari. Il paradosso viene servito nel pomeriggio di ieri dall'avvocato Andrea Pezzotta durante il processo preliminare contro la presunta banda della Panda nera, ossia il gruppo di carabinieri e vigili urbani che, per l'accusa, tra il novembre 2005 e il giungo 2007 nella Bassa avrebbe messo a segno una decina di spedizioni punitive per lo piu' contro immigrati nordafricani.
 
"I verbali sono irregolari"
 
Non è un esercizio retorico quello del legale, impegnato a chiedere l'assoluzione in abbreviato per Viviano Monacelli, uno degl imputati centrali dell'indagine, per il quale nella scorsa udienza il pm Enrico Pavone aveva chiesto 5 anni d carcere. Pezzotta va infatti sul concreto citando gli interrogatori delle presunte vittime dei pestaggi, alcuni dei quali (almeno 5), stando alla data dei verbali, si sarebbero svolti contemporaneamente a Bergamo e a Martinengo. Su tutti i documenti c'è la firma di un maresciallo della polizia giudiziaria che, conlude il legale, non ha certo il dono dell'ubiquità. Pezzotta dice che non sa che cosa possa essere successo, ma è certo su un punto: quei verbali sono irregolari. Secondo la Procura si tratterebbe invece di un errore materiale e in buona fede, un'intestazione o una data sbagliata sull'atto, che non cambierebbe di una virgola l'efficacia del contenuto.
 
L'interprete interessato
 
Non utilizzable sarebbe invece, per l'avvocato, il verbale delle dichiarazioni di una cameriera marocchina del locale in cui sarebbero stati picchiati alcuni extracomunitari: non è regolare perchè come interprete della donna sarebbe stato utilizzato il datore d lavoro, che per la difesa avrebbe avuto interesse a dir male dei carabineri di Calcio. Piu' una requisitoria che un'arringa, quella di Andrea Pezzotta, due ore e un quarto passate a sminuzzare un'inchiesta che "andava condotta con prudenza assoluta, visto che l'ambiente in cui si è sviluppata è quello insano dello spaccio di stupefacenti".
 
I BUONI E I CATTIVI
 
Un po' quello che aveva ricordato in mattinata l'avvocato Massimo Bonvicini del foro d Brescia chiedendo il non luogo a procedere per tre ex carabinieri di Calcio, Giuseppe di Marzio, Davide Mattarello e Mauro Martini, che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario. Secondo il legale, "in quest'inchesta è stata fatta una scelta di campo metodologicamente sbagliata, quella di credere agli spacciatori e non ai carabinieri".
Pure l'avvocato Enrico Mastropietro, che ha chiesto l'assoluzione per il carabiniere Fabio Battaglia e l'agente della Polizia locale di Cortenuova Gian Paolo Maistrello, ha parlato di "scelta aprioristica di dividere l'indagine fra buoni e cattivi", rilanciando indirettamente la tesi in voga tra le difese secondo la quale la molla di questa vicenda giudiziaria sarebbe la rivalità tra i carabinieri di Martinengo e i colleghi di Calcio. Da una parte i "buoni" di Martinengo, dall'altra i "cattivi" d Calcio: una semplificazione che per le difese sarebbe stata nociva e fuorviante per il proseguo delle indagini. E, per l'avvocato Pezzotta, sarebbero stati proprio "i contrasti tra i carabinieri di Martinengo e il resto del mondo che inducono a sospettare un po' sulla costruzione giudiziaria della vicenda".
 
Il chilo di Hashish
 
Le difese sono entrate anche nel dettaglio dei singoli episodi. Sulla presunta restituzione di un chilo d hashish allo spacciatore che è costata l'accusa di spaccio a quattro mlitari, Mastropietro (per per Battaglia) e Pezzotta (per Monacelli) hanno spiegato che c'erano tutti i presupposti perchè i due carabinieri considerassero l'operazione un sequestro ritardato per arrivare all'arresto di un pezzo grosso. Su Maistrello, accusato di aver detenuto al comando dei vigili di Cortenuova 41 grammi di cocaina e 4 di hashish, l'avvocato Mastropietro ha affermato che il sequestro dello stupefacente sarebbe spettato ai carabinieri di Martinengo.
Sull'arresto di uno spacciatore al casello di Ponte Oglio, effettuato da Monacelli facendo evadere - secondo l'accusa -l'acquirente (V.M. di Palosco) dagl arresti domiciliari, l'avvocato Pezzota ha sottolineato che non era un acquisto "indotto" dal carabiniere, dato che V-M- avrebbe ordinato la droga per conto suo qualche giorno prima.
 
Il verdetto del giudice
 
La prossima udienza preliminare, il 28 febbraio, sarà dedicata ancora agli interventi delle difese, così come quasi sicuramente quella del 13 marzo. Il verdetto del gup Bianca Maria Bianchi - che deve pronunciarsi su 8 richieste di condanna, una di assoluzione, tre di patteggiamento e 9 istanze di rinvio a giudizio - potrebbe arrivare entro la fine del mese prossmo.

L'Eco di Pergamo, 22/02/08 

 


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