bassa

Santa Rita aiutaci tu

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 18:56

 

Ecco un buon esempio di come si può garantire la sicurezza dei cittadini. Notare anche come i criteri di assunzione siano assolutamente trasparenti...

E il chirurgo sotto accusa rivelò
"Vado a Bergamo, mi vuole la Lega"

Clinica degli orrori, Brega parlò di contatti con l´ex parlamentare del Carroccio Ercole. L´ex deputato del Carroccio: sì, pensavamo a lui per una nomina a Treviglio
di Walter Galbiati e Emilio Randacio


«Il mio sponsor di Pavia adesso mi vorrebbe a Bergamo». È il 25 gennaio 2008. Pier Paolo Brega Massone, il chirurgo finito in carcere lunedì scorso per lo scandalo della Santa Rita, accusato non solo di lesioni, ma anche di omicidio per la morte di 2 pazienti, sta parlando al telefono con Enza La Corte, la fidata infermiera. Dopo essere stato licenziato in tronco dalla struttura del notaio Francesco Pipitone, in seguito alla sospensione della convenzione con la Regione del suo reparto, è a caccia di un buon posto di lavoro.

La collocazione alla clinica San Carlo non sembra appagarlo più di tanto. Senza nominarlo mai, Brega però indica come il suo nuovo possibile salvatore Cesare Ercole, ex parlamentare della Lega Nord, 55 anni, originario di Broni, in provincia di Pavia. Ercole, medico di professione, dopo aver abbandonato la Camera, come ultimo incarico si è insediato sulla poltrona di direttore generale a Treviglio, in provincia di Bergamo, il 17 gennaio scorso. In precedenza era consigliere di amministrazione dell´ospedale San Matteo di Pavia.

«Certo, lo conosco», spiega a Repubblica senza troppi giri di parole Ercole. «Sono di Broni, Brega Massone è di un paese vicino». Alla domanda se è vero che aveva pensato a lui per una nomina a Treviglio, il direttore generale targato Lega nord, ammette: «Stavamo pensando a lui, dopo aver visto il suo curriculum e i suoi titoli, era stato proposto il suo nome per una struttura dell´Asl». Su come avesse conosciuto le doti in sala operatoria del chirurgo, Ercole ricorda che «mi era stato presentato da due sorelle mie amiche di Pavia. Mi avevano detto che grazie a un intervento era riuscito a salvare la vita al loro fratello». Sul fatto che Ercole fosse lo sponsor di Brega, l´interessato frena. «Non ero il suo sponsor, ho solo ipotizzato un suo utilizzo in una futura struttura di chirurgia toracica di Treviglio».

Ipotesi comunque sfumata, a cui peraltro Brega non sembrava a dire il vero ambire molto, almeno stando sempre alle intercettazioni raccolte dalla procura di Milano. Perché sembra che la vera aspirazione fosse quella di entrare al San Matteo. Ma la promozione di Ercole avrebbe fatto sfumare questa speranza. «E no - insiste Brega con l´infermiera prevedendo anche un futuro non certo comodo - , quindi io ce l´ho nel c. certo, perché nella peggiore delle ipotesi vado a Treviglio, però, come dire, non è proprio a due metri, ogni mattina mi devo fare 100 chilometri».
[...]

 


Zingonia in tv

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 20:17

 

Da Matrix di mercoledì sera piccolo servizio su Zingonia (info su Zingonia qui e qui)

 

sembra che qualcuno si sia accorto di Zingonia...

infatti esattamente la mattina dopo (dal Corriere):

[...], in provincia di Bergamo, due appartamenti, affittati a cinque immigrati clandestini dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, sono stati sequestrati dai carabinieri proprio in applicazione del pacchetto sicurezza . I militari della Compagnia di Treviglio hanno messo i sigilli a due abitazioni di Zingonia, in una zona nota per la concentrazione di immigrati irregolari e già più volte alla ribalta delle cronache per episodi di criminalità. Le indagini hanno portato all'arresto di cinque marocchini clandestini responsabili di spaccio di stupefacenti e hanno consentito di accertare che gli immigrati finiti in manette pagavano in nero, ai proprietari degli immobili, circa 500 euro al mese per ciascun appartamento. I proprietari degli appartamenti, anche loro nordafricani - ma regolari - sono stati denunciati per favoreggiamento e sfruttamento dell'immigrazione clandestina. Le abitazioni potrebbero essere presto confiscate, così come previsto dalla nuova normativa.
 

i cinque clandestini di cui parla l'articolo erano noti da tempo come spacciatori nella zona. Tutti, comprese le forze dell'ordine, sapevano dove avrebbero potuto trovarli ogni sera, stesso posto stessa ora. Le zone di spaccio e quelle di prostituzione sono fisse e delimitate da anni, a Zingonia. Carabinieri e polizia preferiscono di solito ignorarle, puntando sui più facili controlli dei documenti agli abitanti del luogo, per poi svegliarsi di colpo ogni tanto ed effettuare "maxi-retate", di solito in concomitanza di particolari eventi politici.
Le "indagini" svolte sembrano tanto un tentativo di propaganda finalizzato a mostrare come il nuovo pacchetto sicurezza sarà in grado di cambiare il volto della zona.

 

 


Stupri padani

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 15:34
 
Mentre il clima nazionale spinge parecchi razzisti nostrani a preoccuparsi della minaccia che i cittadini stranieri rappresenterebbero per le "loro" (?) donne, mentre le violenze domestiche continuano fare notizia solo quando sono commesse da immigrati, ecco come il giornale locale della Bassa bergamasca parla di turismo sessuale, sequestri di persona, violenze sessuali quando a compierli è un simpatico signore della zona ("brillante, affascinante, dai modi giovanili"): un bell'articoletto di costume, due risate pruriginose, e via.
 
"TREVIGLIO - LA STORIA D'AMORE TRA UN ASSICURATORE SESSANTASETTENNE E UN'ESUBERANTE DICIOTTENNE FINISCE IN TRIBUNALE LA GIOVANE AMANTE CUBANA HA DENUNCIATO IL SUO PRINCIPE AZZURRO ORA LUI RISCHIA SEI ANNI DI CARCERE E DI DOVER PAGARE CENTOMILA EURO
 
Treviglio - Lei una bella, giovane ed esuberante cubana, lui un brillante 67enne di Treviglio, dai modi affascinanti e dall'aspetto giovanile, approdato per piacere e per affari nell'isola caraibica. I due si conoscono nel '97 durante una calda serata caraibica: undici anni dopo finiscono in Tribunale, lui alla sbarra degli imputati con l'accusa di violenza sessuale, violenza privata e molestie, lei al banco della parte civile con una richiesta di 100mila euro di provvisorio risarcimento. Un'avventura esotica come tante, finita nel peggiore dei modi per un noto assicuratore della città che ora rischia sei anni di carcere. Questa la pena chiesta mercoledì nei suoi confronti dal pm Letizia Ruggeri durante l'udienza del processo in Tribunale a Bergamo. Tutto è iniziato nell'aprile del '99, quando l'assicuratore, invaghitosi della bella cubana 18enne, l'ha fatta venire in Italia con un permesso di soggiorno come badante della madre di lui.
Lei, attirata dal miraggio di una vita agiata e soprattutto dal desiderio di sfuggire alle ristrettezze del regime castrista, ha immediatamente accettato. Ma dopo pochi mesi il suo sogno si è trasformato in un incubo e l'appartamento di Calvenzano, dove il suo amante trevigliese l'aveva collocata, al riparo da occhi indiscreti, soprattutto quelli dei famigliari dell'assicuratore, da alcova d'amore era ben presto diventato una terribile prigione dorata: la gelosia del 67enne era sempre più soffocante e la giovane era costretta a concedersi a lui anche contro la sua volontà. Intanto anche la burocrazia internazionale ci aveva messo lo zampino: i permessi di soggiorno erano scaduti e rimanere in Italia per la giovane cubana era sempre più difficile. Alle «insidie» della legge l'assicuratore aveva risposto con un matrimonio per procura: nell'isola caraibica aveva spedito i dati del nipote celibe e alla sua amante aveva fatto così ottenere una volta per tutte la cittadinanza italiana. Tenuta sotto l'arma del ricatto la bella cubana era costretta a esaudire ogni suo volere. Unica libertà, la frequentazione di una palestra, dove la giovane ha conosciuto il suo attuale compagno. Vistosi perduto l'assicuratore ha allora iniziato a inviare a lui, alla sua famiglia e agli amici foto osè di lei. Mercoledì l'avvocato difensore dell'assicuratore Fernando Bontempelli ha però depositato un memoriale difensivo nel quale smentisce tutte le circostanze. Il 24 settembre la sentenza. " "

 


L'alcalde Prevedini

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 20:02
Figuraccia intercontinentale per '"el alcalde Prevedini", sindaco leghista di Caravaggio, che si è fatto intervistare dalla corrispondente in Italia di un noto quotidiano argentino, La Naciòn.

L'articolo, a firma di Elisabetta Piquè, è uscito il 29 marzo, tradotto qui

Prevedini non ha immaginato che le sue sparate xenofobe avrebbero sì colpito la giornalista, non abituata ai deliri padani, ma non come lui sperava. La giornalista ha infatti parlato di "psicosi collettiva" e di "guerra agli immigrati".

Qualche estratto dall'articolo, che nel frattempo è stato ripreso con enfasi dai maggiori quotidiani spagnoli (El Paìs, El Tiempo, El Mundo, e altri ancora):
"Bastione della xenofoba e federalista Lega Nord, Caravaggio fa notizia per i suoi provvedimenti contro i non nati in italia, ai quali richiede un reddito minimo per poter vivere lì."
"Pochi mesi fa, il sindaco di Caravaggio, Giuseppe Prevedini, decretò che gli immigrati clandestini non possono sposarsi con gli italiani. Il provvedimento, molto criticato dal centrosinistra, "E' stato copiato da altri 150 sindaci", dice con orgoglio Prevedini, detto "lo sceriffo", a  La Naciòn."
"Si vedono molti immigrati perché nessuno di loro lavora!" dice Gianni Testa, assessore comunale, ovviamente appartenente alla Lega Nord. "È una montatura!" aggiunge in seguito, cosciente della fama xenofoba che si è conquistato questo paese di 15600 abitanti, dei quali il 7 per cento sono immigrati regolari.."
Prevedini prosegue poi vantandosi di aver costretto i mussulmani che volevano aprire una moschea a spostarsi a Treviglio, e di aver mantenuto il territorio libero da "gitanos".

Salvo poi rivolgersi di nuovo alla cara, vecchia stampa nostrana, rappresentata in questo caso dall'Eco di Bergamo, per una smentita al volo: "Prestigiose testate (El Pais ed El Mundo) dipingono una realtà stile western e un sindaco sceriffo «con il revolver che luccica al sole», mescolando notizie vere ad altre inventate. La reazione a Caravaggio è di secca smentita: il primo cittadino Prevedini commenta: «Contrastiamo tutti coloro che vìolano le regole a prescindere dalla nazionalità»."

A parte che l'articolo di La Naciòn non parla di revolver, ci chiediamo come mai el alcalde Prevedini abbia iniziato improvvisamente a vergognarsi delle proprie sparate xenofobe.

Folgorato sulla via della pampa?

Sarebbe sempre troppo tardi.

Nel frattempo noi continueremo a far sentire la nostra voce contro le crociate inconcepibili portate avanti da simili personaggi nella Bassa, come abbiamo sempre fatto

Leghisti, ci vergognamo di voi!

Space Invaders Bassa Bergamasca

Lega Nord, figuraccia intercontinentale

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 21:25

 
Il sindaco leghista di Caravaggio si fa intervistare da un giornale argentinio e diventa protagonista di una magrissima figura intercontinentale, riportata tra l'altro da tutti i principali quotidiani spagnoli:

 

Un paese italiano dichiara guerra agli immigrati

CARAVAGGIO, Bergamo- Bastione della xenofoba e federalista Lega Nord, Caravaggio fa notizia per i suoi provvedimenti contro i non nati in Italia, ai quali richiede un reddito minimo per poter vivere lì.

La bandiera della Lega Nord, bianca con una croce rossa e un guerriero medievale, svetta in piazza Garibaldi, centro storico di questo paese in provincia di Bergamo che si trova ora in primo piano per aver dichiarato una “guerra” molto particolare.

Pochi mesi fa, il sindaco di Caravaggio, Giuseppe Prevedini, decretò che gli immigrati clandestini non possono sposarsi con gli italiani. Il provvedimento, molto criticato dal centrosinistra, “è stato copiato da altri 150 sindaci”, dice con orgoglio Prevedini, detto “lo sceriffo”, a La Naciòn.

 “E’ successo nel luglio scorso, quando all’improvviso interruppi il matrimonio che si stava celebrando tra un marocchino ed una ragazza di 19 anni di Caravaggio, alla conferma che il ragazzo era un clandestino ed aveva ricevuto due mandati si espulsione”, spiega.

"Era uno dei tanti matrimoni fittizi che gli extracomunitari contraggono per poi ottenere i documenti italiani. Si figuri che la ragazza aveva ricevuto 6000 euro per il matrimonio!", afferma il sindaco.

Secondo la legga italiana, per sposarci con rito civile si deve presentare solo un documento di identità valido; ma ora, almeno a Caravaggio, un immigrato deve anche dimostrare che risiede legalmente sul territorio, vale a dire, che ha un permesso di soggiorno valido. Però questa non è l’unica norma anti-immigrato approvata qui.

Un altro provvedimento considerato “discriminatorio” dal centro sinistra: da novembre lo straniero che vuole risiedere in questo comune deve dimostrare di contare su un reddito minimo di 5061 euro.

“Bisogna controllare quelli che vogliono risiedere nel nostro paese”, si giustifica Prevedini.

Un paese famoso

Se gli immigrati sono giunti fin qui per lavorare, i turisti, invece, intraprendono il viaggio per seguire le tracce del famoso pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) il quale, anche se non ha lasciato segno alcuno, nacque qui; e per visitare il Santuario di Santa Maria della Fonte

Ma Caravaggio è anche uno dei feudi della xenofoba Lega Nord. Questo piccolo partito, molto radicato nel nord Italia, concorrerà insieme al Partito del Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi alle elezioni anticipate del 13 e 14 aprile. Con il suo prezioso bottino di almeno il 5 per cento dei voti, è una forza molto importante nel frammentato scenario politico italiano.

Mano d’opera a buon mercato

In un centro commerciale all’ingresso del paese, che sorprende chi arriva dalla caotica e sporca Roma per l’ordine e la pulizia, c’è un gruppo di donne con il velo. Sulla panchina della piazza, un gruppo di uomini dalla pelle scura fumano.

 “Si vedono molti immigrati perché nessuno di loro lavora!” dice Gianni Testa, assessore comunale, ovviamente appartenente alla Lega Nord.

 “È una montatura!” aggiunge in seguito, cosciente della fama xenofoba che ha conquistato questo paese di 15600 abitanti, dei quali il 7 per cento sono immigrati regolari. La maggioranza sono marocchini, seguiti dai rumeni.

Nella maggioranza dei ricchi paesini della zona, tutti con il loro centro storico di pietra perfettamente restaurato e pittoreschi campanili, nell’ultima decade sono arrivati molti immigrati.

Mano d’opera a buon mercato per le industrie della zona, ora accusata di essere “colpevole” di un drammatico aumento della criminalità e di aver rubato il lavoro agli italiani.

 “L’Italia è un colabrodo dal quale entrano migliaia di clandestini, che poi sopravvivono trafficando droga. Non c’è nessun controllo”, si lamenta Luca Botti, assessore alla sicurezza di Caravaggio. E quindi ricorda “Per questo la Lega Nord propone la chiusura delle frontiere per cinque anni”.

Oltre ad aver generato un clima apertamente xenofobo, la presenza degli extracomunitari ha dato luogo anche ad una sorta di psicosi securitaria.

Dice il sindaco: “Quando ero ragazzo io, potevo andare al parco da solo. Tenevamo le porte di casa aperte. Ora i padri sono preoccupati, devono accompagnare i figli a scuola. Avrà visto che qui ci sono sbarre ovunque. E se uno se ne scorda, gli rubano perfino il cane”, assicura il sindaco.

 “Le famiglie che vivono nei condomini si mettono d’accordo per andare in vacanza a turno, perché se non c’è nessuno gli svaligiano la casa”.

“Il timore di assalti, rapine e delitti ha fatto sì che, a Caravaggio, come in molti altri paesei del nord,si formeranno ronde di vigilanza da parte dei civili”, come se si trattasse del Far West.

“Le abbiamo da circa dieci anni; le formano pensionati ex appartenenti alle forze dell’ordine o ex combattenti, che collaborano per la sicurezza, pattugliando certe zone”, ammette Botti.

Prevedini racconta anche che impedirà che i mussulmani costruiscano una moschea sul territorio.

"Avevano affittato un locale commerciale, però siccome avevamo scoperto che sarebbe diventato un luogo di culto, li abbiamo obbligati a trasferirsi a Treviglio, un paese vicino", dice orgoglioso.

"E’ un fatto che tutte queste moschee servono solo a fare attivismo", aggiunge.

Prevedini racconta anche con soddisfazione  che sul suo territorio di 34 chilometri quadrati non ci sono zingari. “Un’ordinanza ha decretato che i nomadi possono fermarsi a Caravaggio solo il tempo di cambiare una gomma”.


ELISABETTA PIQUÉ
CORRESPONSAL DE LA NACIÓN (ARGENTINA)
CARAVAGGIO (BERGAMO) 

 


Panda nera, prima sentenza

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 20:11

 

Sentenza per i raid Panda Nera nella Bassa: sentenza severa

Sentenza severa per i raid della Panda nera nella Bassa Bergamasca: 8 condanne, tre patteggiamenti, due proscioglimenti e altri otto rinvii a giudizio. Il verdetto è stato emesso questa mattina dal giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Bergamo, Bianca Maria Bianchi, al termine del processo con rito abbreviato a carico dei 21 presunti componenti il gruppo di carabinieri e vigili urbani che, tra il novembre 2005 e il giugno 2007, si sarebbe reso responsabile di pestaggi nei confronti di immigrati, ma anche di sequestri non verbalizzati di droga, telefoni cellulari e soldi.


Tutti i personaggi più noti sono stati ritenuti colpevoli, e in alcuni casi il gup ha emesso condanne superiori alle richieste del pm: il comandante della stazione dei carabinieri di Calcio, Massimo Deidda, considerato dalla Procura il leader, è stato condannato a cinque anni e due mesi. Il pubblico ministero Enrico Pavone aveva chiesto quattro anni e mezzo per associazione a delinquere, tentata concussione e peculato.

La condanna più pesante al collega Viviano Monacelli, cui non sono state concesse neppure le attenuanti generiche: oltre a figurare nell'associazione a delinquere, sarebbe stato coprotagonista della cessione di un chilo di hashish a uno spacciatore, dopo che era fallita una trappola per incastrare la persona che glielo aveva venduto.

Tre anni e otto mesi invece al maggiore Massimo Pani, ai tempi comandante della compagnia dei carabinieri di Treviglio: era finito nei guai non per aver preso parte alle spedizioni punitive, ma per una tentata concussione (aveva cercato di costringere due carabinieri di Martinengo a non deporre a processo contro un collega) e per la cessione del chilo di hashish per cui è stato condannato anche Monacelli.

Il carabiniere di Romano, Fabio Battaglia, finito sotto inchiesta per l'episodio del chilo di hashish e per uno dei raid, è stato condannato a tre anni. Tre anni e sei mesi a Gian Paolo Maistrello, l'agente della polizia locale di Cortenuova: per la Procura avrebbe partecipato ad alcuni pestaggi e detenuto cocaina e hashish negli uffici del comando dei vigili.

Altre pene minori sono state inflitte al maresciallo Michela Francesconi (due anni), Vincenzo Di Gennaro (un anno e sei mesi) e Gerardo Villani (un anno), tutti con la sospensione della pena. Hanno patteggiato invece l'agente della polizia locale di Cortenuova Andrea Merisio (tre anni), il carabiniere di Calcio Danilo D'Alessandro (un anno e undici mesi) e il trentacinquenne trevigliese Giovanni Capozzi (due anni e otto mesi). Prosciolti Marco Bettarello, agente della polizia locale di Chiari, accusato di favoreggiamento, e lo studente Roberto Amato. Altre otto persone sono state rinviate a giudizio.



L’Eco di Bergamo, 03/04/08

 

Per chi volesse approfondire la questione e leggersi le commuoventi dichiarazioni di solidarietà a questi personaggi pronunciate dalle varie istituzioni locali, il dossier è scaricabile qui: www.retebassa.org

 


"Giù le mani dalla Bassa"

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 12:28

 

Reportage sulle contestazioni alla conferenza "conlusiva" dei servizi per l'alta velocità del mitico Giornale di Treviglio, da sempre filo-TAV e filo-BreBeMi, che per l'occasione si inventa pure i "centri sociali della bassa" (non si sa mai):

TREVIGLIO  
Città blindata per la conferenza sull'Alta velocità. Fischi al ministro Di Pietro, incertezza sui finanziamenti

PER LA «TAV» SERVE UN MIRACOLO

Sit-in di ambientalisti, agricoltori e centri sociali: «Giù le mani dalla Bassa»

 

Treviglio -  Centro blindato, due presidi di ambientalisti e «No Tav», fischi al ministro e tanta incertezza sul futuro della Bassa. Mercoledì mattina la seduta finale della conferenza dei servizi dell'Alta velocità, la nuova linea ferroviaria destinata a tagliare in due la Bassa bergamasca, ha portato sotto i riflettori nazionali Treviglio. Fin dalla prima mattina le forze dell'ordine hanno presidiato il teatro Filodrammatici e il piazzale del Santuario. Preoccupavano le due manifestazioni congiunte di agricoltori e ambientalisti. Nessun Val di Susa bis, tuttavia. Uno solo il momento di tensione: quando è arrivato il ministro Antonio Di Pietro coperto di insulti e fischi. Tanto nette sono state le prese di posizioni espresse dai manifestanti, incerto invece l'umore all'interno del teatro. Perplessità soprattutto sulla copertura economica dell'opera che a sorpresa si è scoperto non esserci. «Se avessimo saputo che serviva un miracolo per trovare i soldi per la Tav - ha commentato con sprezzante ironia il sindaco di Caravaggio Giuseppe Prevedini - avremmo organizzato quest'incontro al nostro Santuario».
 Incertezza anche sulle richieste di miglioramento del progetto presentate dai Comuni a Rfi. Sono state accettate ma dovranno essere inserite nel progetto più avanti.

Il Giornale di Treviglio, 21/03/08 

 


Quei piccoli dettagli che L'Eco di Bergamo ignora...

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 12:51

 

Anche se non strettamente attinente ai fattacci della Bassa, posto qui questo piccolo esempio di ottimo giornalismo nostrano:

1) Articolo pubblicato sul Corriere della Sera Lombardia, in data 07/03/08:

Una tonnellata di hashish in garage; arrestato ex carabiniere dei ROS

BERGAMO - Quando mercoledì notte hanno fatto irruzione nel garage di Valtesse, quartiere residenziale di Bergamo, i carbinieri sapevano di trovare della droga, Ma non pensavano certo di recuperare, in un sol colpo, una tonnellata di hashish (valore di mercato superiore al milione e mezzo di euro), un sequestro record per la provincia di Bergamo. Confezionato in panetti, lo stupefacente è stato trovato su un furgoncino, pronto probabilmente per le consegne.
In manette è finito l'affittuario del garage, G.B., sessant'anni, ex carabiniere del Ros di Bergamo, già sotto processo in questi mesi al Tribunale di Milano per un'altra inchiesta per presunte irregolarità in alcune operazioni antidroga, indagine che vede coinvolto anche un magistrato. Nell'ambito della stessa operazione è stata arrestata anche la sua convivente, una donna di 57 anni, la cui posizione comunque appare molto marginale. Secondo gli inquirenti la droga veniva importata dalla Spagna e dall'Olanda e poi immessa nel fiorente mercato del Nord Italia. L'ex carabiniere secondo l'accusa sarebbe un intermediario di una grossa organizzazione internazionale.
Questa mattina sarà interrogato dal giudice per le indagini preliminari Bianca Maria Bianchi cui tocca decidere se trattenerlo in carcere o se applicare altri provvedimenti restrittivi.
Nell'inchiesta ora approdata davanti al Tribunale di Milano, l'ex sottoufficiale siede sul banco degli imputati con un generale e quattro colleghi in servizio al Ros di Bergamo, poi sciolto d'autorità, tra il 1991 e il 1997.
Il pentito che ha dato il via a queste indagini si è suicidato l'anno scorso nel carcere di Lucca.

Ed ecco come porge la notizia l'Eco-Osservatore di Bergamo:

In un box una tonnellata di hashish
Due bergamaschi in cella per droga


Una coppia di bergamaschi, un uomo di 60 anni e una donna di 57, sono stati arrestati dai carabinieri della compagnia di Zogno con l'accusa di traffico di stupefacenti. In un garage in affitto alla coppia i militari hanno scoperto e poi sequestrato circa una tonnellata di hashish, destinato al mercato bergamasco. L'uomo è un ex carabiniere. Si tratta del più ingente quantitativo di hashish mai sequestrato nella Provincia di Bergamo. Molta parte della droga si trovava su un autocarro Mercedes preso a noleggio.
I militari sono entrati in azione questa notte e l’operazione si è protratta a lungo, in una zona residenziale del capoluogo. I carabinieri hanno effettuato numerose perquisizioni domiciliari fino a scoprire l’esistenza di un deposito di droga ricavato in un’autorimessa, data in affitto alla coppia, residente a Ranica, poi arrestata. La donna è stata scarcerata poche ore dopo.
Oltre alla droga è stato sequestro l'autocarro noleggiato, su cui si trovavano i panetti di hashish e i carabinieri hanno preso in consegna anche un computer e vari telefonini.


Notate qualche differenza?

 


Un paese di gente per bene

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 20:15

 

A Caravaggio gli onesti cittadini padani hanno paura dei clandestini, tanto che non passeggiano più serenaemnte la sera sul viale del santuario. Pare però che anche molti clandestini siano terrorizzati dai caravaggini...


IL FATTO  
Un gesto disperato per sfuggire al padrone di casa che lo sfruttava e lo aveva chiuso nell'appartamento

VIADO SI GETTA DAL BALCONE Il transessuale, ospitato da un mese da un muratore, si prostituiva insieme a un connazionale

Caravaggio -  Si lancia dal balcone per sfuggire al suo sfruttatore, poi tenta di scappare con la sua auto, ma l'aguzzino riesce a bloccarlo gettandosi sulla vettura. Una scena da brivido quella che si è verificata mercoledì alle 20.30 in un condominio in via Einaudi. Il triste epilogo di una squallida storia di sfruttamentodella prostituzione.
  Protagonisti un muratore 40enne in affitto, P. V., che tra gennaio e febbraio ha fatto prostituire a Zingonia due viados brasiliani clandestini ospitandoli in casa, dove, da circa un mese, se n'era aggiunto un terzo. I tre usufruivano dell'alloggio e della vettura del loro «protettore» in cambio del pagamento di 200 euro a settimana o di prestazioni sessuali. Mercoledì sera è scoppiata però una lite furibonda. Uno dei trans aveva accompagnato un amico a casa, ma il muratore gli ha ordinato di tornare ed è poi nata una discussione sull'auto. Il muratore ha poi chiuso a chiave il viado nell'appartamento posto al primo piano della villetta. Le urla hanno spaventato i vicini di casa che hanno allertato i carabinieri. Il trans per scappare si è gettato dal balcone e nella caduta si è slogato una caviglia ma è riuscito lo stesso a raggiungere l'automobile del padrone di casa e a ingranare la marcia. Il suo sfruttatore lo ha però raggiunto e si è lanciato sul veicolo, rischiando addirittura di farsi investire. Un'automobilista di passaggio, una giovane residente a Vidalengo, ha assistito alla scena e ha a sua volta allertato i soccorsi. Sul posto sono giunti i militari della stazione cittadina e un'automedica. Due transessuali, N. R. M. E, 32 anni, e R. V. B. I., 25, con ordine di espulsione a carico, sono stati arrestati, il terzo è risultato irregolare ed è stato invitato a presentarsi in questura. P. V. è stato denunciato a piede libero per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e sequestro di persona. Il trans ferito è stato portato all'ospedale di Treviglio e poi dimesso con 5 giorni di prognosi. 

 Il Giornale di Treviglio, 29/02/08


L'Eco ti Osserva...

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 23:41

 

Tanto per far capire quanto è libera e laica la stampa con cui dobbiamo confrontarci a Bergamo e provincia:

L'Osservatore Romano in edicola con L'Eco
Per la prima volta dal 1929 l'Osservatore romano, verrà stampato fuori dei confini vaticani. Dal 2 marzo fino alla fine dell'anno infatti il giornale del Papa, che soffre per il sistema di distribuzione, sarà distribuito ogni domenica allegato a L'Eco di Bergamo.
Lo annuncia il direttore del giornale vaticano, Giovanni Maria Vian sulla prima pagina del numero di oggi. Da sempre, - scrive Vian - un punto dolente per L'Osservatore Romano, una delle sue difficoltà, è quello della ristrettezza del suo raggio di diffusione, per riprendere le parole che nel 1961 l'allora cardinale Giovanni Battista Montini scrisse per il centenario del giornale. Difficoltà nella diffusione che negli ultimi anni, per i meccanismi della distribuzione in un panorama informativo sempre più ricco (ma anche più confuso), sono aumentate.
Il numero domenicale del giornale del Papa sarà trasmesso elettronicamente dal Vaticano per venire stampato e distribuito con lo storico foglio bergamasco - diretto per decenni da don Andrea Spada, in diverse decine di migliaia di copie, senza aumento di prezzo.

L'inedita iniziativa, spiega Vian, è resa possibile dalla generosa offerta che la diocesi di Bergamo e il suo vescovo, Roberto Amadei, hanno messo a disposizione di Benedetto XVI nell'anno in cui si celebra il cinquantesimo dell'elezione papale di un suo grande predecessore, Angelo Giuseppe Roncalli, il vescovo di Roma venuto dalle terre bergamasche. Nell'umile fiducia che, - conclude Vian - sotto il segno di Benedetto e di Giovanni, L'Osservatore Romano si diffonda sempre di più.

L'Eco di Bergamo, 26/02/08

p.s: L'Eco di Bergamo, non troppo affettuosamente detto "il bugiardino", appartiene al gruppo editoriale  Sesaab (Società Editrice Santi Alessandro, Ambrogio, Bassiano), fondato nel giugno 1988 a Bergamo.

Azionista di maggioranza è la diocesi di Bergamo.

Il gruppo possiede anche il quotidiano La Provincia, i mensili Orobie e L'Angelo in famiglia, la televisione Bergamo Tv, nonchè Radio alta.


 


Cologno al Serio, Iran, Cina: trova l'intruso

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 14:38
 
Cologno al serio - «Moratoria contro la pena di morte? Solo un’uscita propagandistica». Non è una dichiarazione di un senatore del Texas, ma la posizione presa da un piccolo paese bergamasco. L’Onu lo scorso 18 dicembre ha approvato la moratoria contro la pena di morte presentata dall’Italia raccogliendo il voto favorevole di 104 nazioni. Tra i paesi contrari anche Barbuda, Singapore, Nigeria, Iran, Sudan, Cina e Cologno al Serio.il sindaco di Cologno al Serio, Legramanti Avete capito bene, il piccolo paese della Bassa bergamasca lo scorso maggio ha votato una delibera in cui «si chiede che questo consiglio comunale prenda le distanze da questa iniziativa e non appoggi sul proprio territorio azioni o attività in tal senso». La mozione, presentata dai consiglieri di maggioranza Stefania Boschi, Andrea Cavalleri e Fabrizio Maver lo scorso 22 maggio, è stata approvata dal consiglio comunale il 18 luglio con 9 voti favorevoli e 4 contrari. Immediata la reazione di alcune associazioni di volontariato del paese che si sono schierati contro il voto del consiglio comunale. E nonostante la battaglia di cui l’Italia si è fatta capofila all’Onu per la promozione della moratoria, la mozione bergamasca ha avuto il via libera e rimane nei documenti approvati dal comune di Cologno al Serio.
Roberto Legramanti (nella foto a destra), sindaco del paese bassaiolo e consigliere provinciale della Lega Nord, spiega il significato di questa mozione. «Chiariamo subito una cosa: personalmente sono da sempre contrario alla pena di morte. Quella mozione è stata presentata contro la campagna promossa dal governo Prodi. Alcuni consiglieri ritenevano che la moratoria fosse solo un’uscita propagandistica. Sembra assurdo chiedere a paesi come la Cina di impegnarsi ad abolire la pena di morte».

Quindi era solo una boutade puramente politica. Niente a che vedere con i diritti umani. «Ci mancherebbe - continua Legramanti -. Quello poi era un voto puramente personale, non c’erano voti di indicazione politica, la Lega Nord non c’entra. Ogni consigliere era libero di votare senza indicazioni di partito».
Eppure in paese qualcuno storce il naso. «Non siamo a favore della pena di morte - conclude il primo cittadino - e poi, con l’approvazione della moratoria da parte dell’Onu, la nostra mozione automaticamente perde valore».
 
Il Nuovo Giornale di Bergamo,  04/01/08

Panda Nera, parla la difesa (!)

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 21:12

 

Prosegue l'udienza che vede imputati carabinieri e vigili urbani della Bassa per pestaggi di immigrati e molto altro ( vedere  qui)

"Raid in divisa, irregolari i verbali dell'inchiesta"
La difesa: c'è la firma dello stesso inquirente per interrogatori contemporanei e in posti diversi. La Procura: errore di battitura
 
Un'inchiesta nella quale viene contestata anche la mancata verbalizzazione di sequestri di droga, cellulari e soldi, non può basarsi su verbali irregolari. Il paradosso viene servito nel pomeriggio di ieri dall'avvocato Andrea Pezzotta durante il processo preliminare contro la presunta banda della Panda nera, ossia il gruppo di carabinieri e vigili urbani che, per l'accusa, tra il novembre 2005 e il giungo 2007 nella Bassa avrebbe messo a segno una decina di spedizioni punitive per lo piu' contro immigrati nordafricani.
 
"I verbali sono irregolari"
 
Non è un esercizio retorico quello del legale, impegnato a chiedere l'assoluzione in abbreviato per Viviano Monacelli, uno degl imputati centrali dell'indagine, per il quale nella scorsa udienza il pm Enrico Pavone aveva chiesto 5 anni d carcere. Pezzotta va infatti sul concreto citando gli interrogatori delle presunte vittime dei pestaggi, alcuni dei quali (almeno 5), stando alla data dei verbali, si sarebbero svolti contemporaneamente a Bergamo e a Martinengo. Su tutti i documenti c'è la firma di un maresciallo della polizia giudiziaria che, conlude il legale, non ha certo il dono dell'ubiquità. Pezzotta dice che non sa che cosa possa essere successo, ma è certo su un punto: quei verbali sono irregolari. Secondo la Procura si tratterebbe invece di un errore materiale e in buona fede, un'intestazione o una data sbagliata sull'atto, che non cambierebbe di una virgola l'efficacia del contenuto.
 
L'interprete interessato
 
Non utilizzable sarebbe invece, per l'avvocato, il verbale delle dichiarazioni di una cameriera marocchina del locale in cui sarebbero stati picchiati alcuni extracomunitari: non è regolare perchè come interprete della donna sarebbe stato utilizzato il datore d lavoro, che per la difesa avrebbe avuto interesse a dir male dei carabineri di Calcio. Piu' una requisitoria che un'arringa, quella di Andrea Pezzotta, due ore e un quarto passate a sminuzzare un'inchiesta che "andava condotta con prudenza assoluta, visto che l'ambiente in cui si è sviluppata è quello insano dello spaccio di stupefacenti".
 
I BUONI E I CATTIVI
 
Un po' quello che aveva ricordato in mattinata l'avvocato Massimo Bonvicini del foro d Brescia chiedendo il non luogo a procedere per tre ex carabinieri di Calcio, Giuseppe di Marzio, Davide Mattarello e Mauro Martini, che hanno scelto di essere giudicati con rito ordinario. Secondo il legale, "in quest'inchesta è stata fatta una scelta di campo metodologicamente sbagliata, quella di credere agli spacciatori e non ai carabinieri".
Pure l'avvocato Enrico Mastropietro, che ha chiesto l'assoluzione per il carabiniere Fabio Battaglia e l'agente della Polizia locale di Cortenuova Gian Paolo Maistrello, ha parlato di "scelta aprioristica di dividere l'indagine fra buoni e cattivi", rilanciando indirettamente la tesi in voga tra le difese secondo la quale la molla di questa vicenda giudiziaria sarebbe la rivalità tra i carabinieri di Martinengo e i colleghi di Calcio. Da una parte i "buoni" di Martinengo, dall'altra i "cattivi" d Calcio: una semplificazione che per le difese sarebbe stata nociva e fuorviante per il proseguo delle indagini. E, per l'avvocato Pezzotta, sarebbero stati proprio "i contrasti tra i carabinieri di Martinengo e il resto del mondo che inducono a sospettare un po' sulla costruzione giudiziaria della vicenda".
 
Il chilo di Hashish
 
Le difese sono entrate anche nel dettaglio dei singoli episodi. Sulla presunta restituzione di un chilo d hashish allo spacciatore che è costata l'accusa di spaccio a quattro mlitari, Mastropietro (per per Battaglia) e Pezzotta (per Monacelli) hanno spiegato che c'erano tutti i presupposti perchè i due carabinieri considerassero l'operazione un sequestro ritardato per arrivare all'arresto di un pezzo grosso. Su Maistrello, accusato di aver detenuto al comando dei vigili di Cortenuova 41 grammi di cocaina e 4 di hashish, l'avvocato Mastropietro ha affermato che il sequestro dello stupefacente sarebbe spettato ai carabinieri di Martinengo.
Sull'arresto di uno spacciatore al casello di Ponte Oglio, effettuato da Monacelli facendo evadere - secondo l'accusa -l'acquirente (V.M. di Palosco) dagl arresti domiciliari, l'avvocato Pezzota ha sottolineato che non era un acquisto "indotto" dal carabiniere, dato che V-M- avrebbe ordinato la droga per conto suo qualche giorno prima.
 
Il verdetto del giudice
 
La prossima udienza preliminare, il 28 febbraio, sarà dedicata ancora agli interventi delle difese, così come quasi sicuramente quella del 13 marzo. Il verdetto del gup Bianca Maria Bianchi - che deve pronunciarsi su 8 richieste di condanna, una di assoluzione, tre di patteggiamento e 9 istanze di rinvio a giudizio - potrebbe arrivare entro la fine del mese prossmo.

L'Eco di Pergamo, 22/02/08 

 


Caravaggio, leghisti e telecamere inutili

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 20:10

 

A Caravaggio, paese di 14.000 abitanti della bassa -quasi-orientale, la Lega Nord governa da anni. Dal '97, per la precisione. L'ultimo campione leghista, eletto sindaco con oltre il 60% dei voti, è Giuseppe Prevedini. Quello del matrimonio vietato ai clandestini, per intenderci. Braccio destro dell'ex sindaco - e attuale vicesindaco - Ettore Pirovano, capogruppo al Senato della Lega Nord, Prevedini non ha voluto essere da meno, diventando un eroe per i 43 sindaci leghisti bergamaschi (qui un'immagine della manifestazione in suo sostegno, a dire il vero pochissimo partecipata, che si è tenuta davanti alla prefettura di Bergamo l'8 dicembre scorso). Anche a Monza e a Milano vorrebbero imitarlo. Intanto il sindaco caravaggino rifiuta i contributi statali per l'edilizia popolare, affermando che "gli alloggi andrebbero tutti agli extracomunitari" e che "in paese ci sono 300 appartamenti vuoti, non vogliamo certo far concorrenza ai privati".

Oltre alle interessanti uscite di questo personaggio, Caravaggio può godere anche di un sistema di videosorveglianza senza pari in Italia: 122 telecamere su un territorio complessivo di circa 70 kmq, comprendente anche i comuni limitrofi di Bariano, Brignano, Fornovo san Giovanni, misano e Pagazzano. Popolazione complessiva, 31000 anime. Il progetto è stato fortemente voluto da Ettore Pirovano, ed è stato presentato nel 2003 alla presenza dell'allora vicepresidente del Senato Roberto Calderoli. La Panasonic aveva inviato a Caravaggio ("direttamente dalla sede di Tokio", si era vantato Pirovano) il coordinatore tecnico per l'Europa Hideo Araki, per studiarne la realizzazione. 

Costo complessivo: 500.000 euro. Di cui 150.000 finanziati dalla Regione Lombardia. Nel frattempo il Comune ha anche triplicato la sede della Polizia locale, particolarmente attiva nei raid anti-clandestini tanto cari alle forze dell'ordine della bassa, e assunto 4 nuovi vigili, arrivando a 14. I carabinieri della caserma locale dall'estate 2007 effettuano un turno di pattugliamento supplementare notturno.

Tutto ciò per introdurre questa notizia:

Caravaggio - Muri imbrattati con ingiurie rivolte al primo cittadino. Ma Giuseppe Prevedini fa spallucce e commenta: «Un attacco politico in vista delle elezioni».
Nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana sulle mura di alcuni edifici, tra i quali quelli della vecchia segheria «Solivari», in via Circonvallazione Calandra, sono apparse scritte in vernice rossa recanti insulti al sindaco e alla forza politica di cui è rappresentante, la Lega Nord. Puramente politica la lettura che ne dà il primo cittadino.
«Si avvicinano le elezioni e questo è un attacco ideologico, infatti al mio nome è associata la Lega e in uno degli insulti si fa riferimento agli immigrati magrebini. Penso che gli autori siano gente che viene da fuori».
«Dispiace per i proprietari degli edifici sporcati - ha aggiunto l'assessore alla Sicurezza Luca Botti - I vigili stanno visionando le immagini dell'impianto di videosorveglianza e sembra ci sia qualcosa. Se individueremo gli autori del gesto dovranno pagare i danni».

Il Giornale di Treviglio, 8/2/08

Sono passate più di tre settimane dal fattaccio. 
Gli eroici vigili di Caravaggio, capitanati dall'assessore alla sicurezza Luca Botti, staranno ancora conducendo indagini boimetriche all'avanguardia sugli autori del misfatto? 


Romano, fuga dal Bennet

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 23:05

 

Sarebbero una trentina le dimissioni in meno di sei mesi. I lavoratori: «Regime oppressivo»

CENTRO COMMERCIALE, FUGA DAL BENNET

 I full time sostituiti da part time a tempo determinato. Contattata, l'azienda per ora ha preferito non commentare

Romano di Lombardia -  Una trentina di dimissioni in meno di sei mesi, impiegati di alto livello, anche con mansioni di responsabilità, da anni in servizio al centro commerciale cittadino che si licenziano al buio o che lasciano un posto fisso, vicino a casa per accettarne un altro part time a molti chilometri.
  Pare che al Borgo, dallo scorso agosto, quando è subentrata la gestione «Bennet» sia in corso una vera e propria emorragia di dipendenti.
Secondo quanto segnalato dagli stessi lavoratori che, per paura di ritorsioni, hanno chiesto di mantenere l'anonimato, dei dipendenti originari, assunti dalla precedente gestione con il contratto full time a tempo indeterminato, ne siano rimasti ormai una quindicina, la stragrande maggioranza, più di un centinaio di posto di lavoro, è occupata da neoassunti a contratto part time e a tempo determinato. Un asso nella manica da parte di Bennet che espone i lavoratori a disagi e turni di lavoro massacranti.
Secondo le testimonianze raccolte fra i dipendenti in uno stesso giorno capita quotidianamente di lavorare dalle 6.30 alle 11.30 della mattina e poi dalle 18 alle 22.
Lo stesso accade per le domeniche.
«È ormai scontato che ai dipendenti part time, che dovrebbero lavorare 20 ore la settimana, si chieda di farne 30 o 40 e non c'è possibilità di scelta, altrimenti si subiscono ritorsioni - ha spiegato una dipendente - Capita che neghino i permessi o che ti trasferiscano di punto in bianco da un reparto all'altro, o ti richiamano per un nonnulla. Tempo fa la responsabile delle cassiere è finita a fare lei stessa la cassiera, mentre un'impiegata dell'amministrazione è stata trasferita in pescheria. Certo lo possono fare perché tutti noi siamo assunti come impiegati, non si specifica la mansione. Fatto sta che lì dentro si respira un'atmosfera da lager, ci sentiamo continuamente sotto sorveglianza. Se ci fermiamo a fare la spesa, dopo il turno di lavoro, controllano che non ci fermiamo a parlare con i colleghi, scoraggiano qualunque contatto fra di noi. Anche le necessità fisiologiche devono essere regolamentate e comunque vengono dopo le esigenze della clientela».
Un'organizzazione sindacale esiste, anche se, pare non abbia molto seguito in azienda: «La maggior parte dei vecchi delegati, quelli più intransigenti, se ne sono andati - ha continuato un'altra - e chi resta fa quel che può. Anzi spesso subisce dispetti e pressioni».
Contattata, l'azienda ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

Il Giornale di Treviglio, 01/02/08 

 

20 novembre 2002: l'ex prefetto di Bergamo, Cono Federico, l'ex sindaco di Romano, Giuseppe Longhi,  Battista Zerbini, amministratore delegato della «Zerbi Market spa», inaugurano il centro commerciale "il Borgo", mentre don Angelo Longaretti, il parroco di San Pietro di Romano impartisce la benedizione ai presenti e al nuovo complesso.

 


Un generale in provincia

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 11:25

dall'eco di bergamo del 14 gennaio

È arrivato a Bergamo il nuovo comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Roberto Tortorella. Il colonnello era stato nominato in autunno ma si è insediato a Bergamo solo nei giorni scorsi, perché impegnato in una missione internazionale in Afghanistan. Nella conferenza stampa di presentazione ha sottolineato l'importanza di aumentare il senso di sicurezza percepito della cittadinanza, soprattutto grazie alla cooperazione delle forze dell'ordine e al controllo costante del territorio.

Il nuovo comandante provinciale dei carabinieri è nato a Verona l'8 agosto 1960 e succede al colonnello Benedetto Lauretti. Roberto Tortorella ha ricoperto numerosi incarichi all'estero, soprattutto nelle zone di guerra: dal 14 novembre 2003 - due giorni dopo l'attentato ai militari italiani - al marzo del 2004 ha comandato l'Unità di Manovra della Multinational Specialized Unit di Nassirija, e dal settembre 2005 a marzo 2006 è stato advisor del ministro dell'Interno iracheno a Baghdad.
In Italia Tortorella ha comandato la sezione antidroga del Ros di Roma, il reparto
operativo di Messina e il comando provinciale dei carabinieri di Matera.

girando un po' per Bergamo e provincia si nota come il comandante Tortorella stia importando la sua esperienza in zone di guerra per "incrementare la sicurezza dei cittadini".

È da giorni ormai che zone come Zingonia ad esempio, dove la presenza migrante è molto forte, vengono constantemente pattugliate con l'ausilio di elicotteri e con una sproporzione di mezzi allucinante. Senza contare che anche paesini da meno di 3000 abitanti si sono visti dei posti di blocco alle 5 di lunedì mattina. Tutte queste operazioni sono svolte esclusivamente da carabinieri, senza l'ausilio di polizia locale o stradale.

Basta semplicemente fare un giro in macchina per incontrare una o più pattuglie dei carabinieri che viaggiano a grande velocità con sirene accese, oppure intente a fermare, mitra alla mano,  qalunque cosa sia anche lontanamente sospetto.

Sempre dai giornali locali si legge come queste operazioni si concludano nel nulla più assoluto, tolto un paio di boliviani senza permesso di soggiorno, qualche senegalese con decreto di espulsione, un marocchino con del fumo, un italiano ubriaco alla guida.

Un buon generale sa che queste roboanti operazioni servono a tenere alto il morale della truppa, ma se i risultati son questi (e non poteva essere diversamente, dato che la zona di cui parliamo non è la periferia di Los Angeles), c'è necessità di un'operazione in grande stile, con tanti arresti, titoloni sui giornali, ecc.

 

staremo a vedere.


 

 

 


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