1 giugno, festa per liberare gli spazi
SPACE INVADERS - IL RITORNO
DOMENICA 1 GIUGNO SUL FIUME SERIO
ROMANO di LOMBARDIA DALLE ORE 15.00
Si terrà una festa autogestita da e per invasori di spazi (autoctoni della Bassa e non, orobici e migranti e soprattutto migranti orobici!).
È autogestita perché vuole dare vita a forme di espressione autonome e denunciare la politica di gestione degli spazi pubblici nella zona.
È organizzata al fuori dalle meccaniche commerciali, collettivamente, senza rapporti di gerarchia nell'organizzazione e cercando di eliminare la separazione tra chi crea un immaginario e chi lo consuma.
È una festa aperta: una sorta di campo base dove rifornirsi di antidoti contro il nuovo fascismo che avanza, e poi ripartire. Un luogo, soprattutto mentale, dove prendere contatti e tessere relazioni.
È un momento di scambio di saperi e di tecniche: ci sarà un microfono aperto autogestito, ci saranno banchetti con info, cucina, e anche workshop in cui si potrà imparare a fare delle cose insieme.
Dalle 15.00 torneo di calcetto: DAI UN CALCIO AL RAZZISMO!!!
È una festa! Ci saranno musica e bevande.
SPAZI LIBERI, AUTOGESTIONE, FESTA!
Questa testimonianza arriva da una studentessa di storia dell'Università Statale di Milano. Forse potrà sembrare poco significativa, tra le continue notizie di aggressioni, ronde, roghi ai campi rom, "dagli allo straniero". La riportiamo lo stesso, nella sua meschinità, quasi per senso del dovere.
"Università degli Studi di Milano, corso di romeno afferente al Corso di
Laurea di Lingue e Letterature straniere. Frequentato da figli di
coppie miste e immigrati di seconda generazione alle prese con la
riscoperta della grammatica avita, e semplici curiosi e cultori
italici. Tutto nella norma, come mille altri corsi.
Però, c'è un però. La lingua neolatina di quella propaggine di romano
Impero è una "lingua di merda". Una "lingua da zingari". Del resto la parlano,
indiscriminatamente, stupratori romeni, ladri romeni, ubriaconi romeni,
badanti-prostitute romene, ladri di bambini rom, accattoni rom.
E allora diversi studenti decidono di cambiare corso, passare ad una lingua meno insidiosa, più politicamente corretta. Anche per sottrarsi ai commenti sempre più fastidiosi dei compagni di studi.
Si vede che anche studiare il paradigma del verbo essere in romeno è indice di complicità con l'inquinamento biologico e morale che i loro madrelingua perpetrano quotidianamente, si vede che comprare una grammatica è contrastare l'operazione sicurezza trasversalmente condivisa e appoggiata."
Numerosi manifestanti bergamaschi e bresciani avevano deciso di raggiungere in treno il corteo antifascista di Verona. Trenitalia evidentemente non ha gradito, vista la scena surreale che si è verificata alla stazione di Brescia: nonostante fossero stati acquistati dei normali biglietti cumulativi, il treno è stato inspiegabilmente bloccato per più di un'ora, tra la rabbia di tutti i viaggiatori presenti. Nessuno, se non i manifestanti, ha spiegato alla gente cosa stesse accadendo. Ad un certo punto gli altoparlanti hanno annunciato che "il treno sarebbe partito con un ritardo indeterminato per controlli delle forze dell'ordine". Peccato che le forze dell'ordine non si siano avvicinate al treno, nè avevano alcuna intenzione di farlo.
La responsabilità del blocco era interamente di Trenitalia: infatti uno zelante rappresentante dell'azienda richiedeva insistemente il controllo dei biglietti, senza per altro minimamente tentare di farlo. Nel frattempo si avvicinava, e passava, l'ora della partenza del corteo di Verona, mentre i pendolari erano impossibilitati a raggiungere le loro case.
Il blocco è stato rimosso solo dopo l'occupazione degli altri binari.
Complimenti a Trenitalia che ha cercato di creare "problemi di ordine pubblico" a comando, come avviene ormai spesso da un paio d'anni a questa parte.
alcune foto:


alcune foto del corteo:
CORTEO ANTIFASCISTA
SABATO 17 MAGGIO
ore 15.00 - Stazione Porta Nuova / Verona
ritrovo nelle stazioni di:
Treviglio centrale ore 13.00 (treno 13.42)
Romano di Lombardia ore 13.15 (treno 13.54)
VERONA, MAGGIO 2008: FASCISTI UCCIDONO!
Il 1 maggio a Verona 5 neofascisti uccidono un ragazzo a calci e pugni: un OMICIDIO
POLITICO in piena regola. La questura veronese e la stampa locale e nazionale
nel frattempo si affrettano a diffondere una ricostruzione dei fatti che vuole
accreditare la versione di una rissa per futili motivi, la cui motivazione è da
cercare nelle logiche del 'branco' e nel vuoto di valori dell'odierna società.
Tutto questo è FALSO! Gli squallidi personaggi in questione sono appartenenti
ad organizzazioni dell'estrema destra locale (uno addirittura si candidò nelle
liste di Forza Nuova), già protagonisti di numerose aggressioni negli ultimi
due anni.
La morte di Nicola Tommaselli è un OMICIDIO POLITICO, maturato nel clima di
intolleranza che si vive nelle strade di Verona e tante altre città: un clima
di intolleranza fomentato dalle campagne della stampa e dei politicanti di
destra e sinistra che agitano la questione della sicurezza, chiedendo ORDINE e
REPRESSIONE, diffondendo ed alimentando ad arte i sentimenti di paura e discriminazione
del diverso, che si tratti di un immigrato, un mendicante o un omosessuale. Un
clima che ha LEGITTIMATO silenziosamente le azioni infami di questi assassini,
come legittima i roghi notturni ai campi Rom o le ronde di solerti cittadini alla ricerca della
loro legalità.
La Bassa era presente, alto era il morale, la morale non si sa...
"A dispetto delle assicurazioni degli organizzatori del corteo, anche quest´anno i bravi ragazzi dell´area no global e dei centri sociali che hanno partecipato alla Mayday Parade hanno lasciato il segno" - ha tuonato il vice sindaco De Corato.
Infatti!
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