Lega Nord, figuraccia intercontinentale
Il sindaco leghista di Caravaggio si fa intervistare da un giornale argentinio e diventa protagonista di una magrissima figura intercontinentale, riportata tra l'altro da tutti i principali quotidiani spagnoli:
Un paese italiano dichiara guerra agli immigrati
CARAVAGGIO, Bergamo- Bastione della xenofoba e federalista Lega Nord, Caravaggio fa notizia per i suoi provvedimenti contro i non nati in Italia, ai quali richiede un reddito minimo per poter vivere lì.
La bandiera della Lega Nord, bianca con una croce rossa e un guerriero medievale, svetta in piazza Garibaldi, centro storico di questo paese in provincia di Bergamo che si trova ora in primo piano per aver dichiarato una “guerra” molto particolare.
Pochi mesi fa, il sindaco di Caravaggio, Giuseppe Prevedini, decretò che gli immigrati clandestini non possono sposarsi con gli italiani. Il provvedimento, molto criticato dal centrosinistra, “è stato copiato da altri 150 sindaci”, dice con orgoglio Prevedini, detto “lo sceriffo”, a La Naciòn.
“E’ successo nel luglio scorso, quando all’improvviso interruppi il matrimonio che si stava celebrando tra un marocchino ed una ragazza di 19 anni di Caravaggio, alla conferma che il ragazzo era un clandestino ed aveva ricevuto due mandati si espulsione”, spiega.
"Era uno dei tanti matrimoni fittizi che gli extracomunitari contraggono per poi ottenere i documenti italiani. Si figuri che la ragazza aveva ricevuto 6000 euro per il matrimonio!", afferma il sindaco.
Secondo la legga italiana, per sposarci con rito civile si deve presentare solo un documento di identità valido; ma ora, almeno a Caravaggio, un immigrato deve anche dimostrare che risiede legalmente sul territorio, vale a dire, che ha un permesso di soggiorno valido. Però questa non è l’unica norma anti-immigrato approvata qui.
Un altro provvedimento considerato “discriminatorio” dal centro sinistra: da novembre lo straniero che vuole risiedere in questo comune deve dimostrare di contare su un reddito minimo di 5061 euro.
“Bisogna controllare quelli che vogliono risiedere nel nostro paese”, si giustifica Prevedini.
Un paese famoso
Se gli immigrati sono giunti fin qui per lavorare, i turisti, invece, intraprendono il viaggio per seguire le tracce del famoso pittore Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) il quale, anche se non ha lasciato segno alcuno, nacque qui; e per visitare il Santuario di Santa Maria della Fonte
Ma Caravaggio è anche uno dei feudi della xenofoba Lega Nord. Questo piccolo partito, molto radicato nel nord Italia, concorrerà insieme al Partito del Popolo della Libertà di Silvio Berlusconi alle elezioni anticipate del 13 e 14 aprile. Con il suo prezioso bottino di almeno il 5 per cento dei voti, è una forza molto importante nel frammentato scenario politico italiano.
Mano d’opera a buon mercato
In un centro commerciale all’ingresso del paese, che sorprende chi arriva dalla caotica e sporca Roma per l’ordine e la pulizia, c’è un gruppo di donne con il velo. Sulla panchina della piazza, un gruppo di uomini dalla pelle scura fumano.
“Si vedono molti immigrati perché nessuno di loro lavora!” dice Gianni Testa, assessore comunale, ovviamente appartenente alla Lega Nord.
“È una montatura!” aggiunge in seguito, cosciente della fama xenofoba che ha conquistato questo paese di 15600 abitanti, dei quali il 7 per cento sono immigrati regolari. La maggioranza sono marocchini, seguiti dai rumeni.
Nella maggioranza dei ricchi paesini della zona, tutti con il loro centro storico di pietra perfettamente restaurato e pittoreschi campanili, nell’ultima decade sono arrivati molti immigrati.
Mano d’opera a buon mercato per le industrie della zona, ora accusata di essere “colpevole” di un drammatico aumento della criminalità e di aver rubato il lavoro agli italiani.
“L’Italia è un colabrodo dal quale entrano migliaia di clandestini, che poi sopravvivono trafficando droga. Non c’è nessun controllo”, si lamenta Luca Botti, assessore alla sicurezza di Caravaggio. E quindi ricorda “Per questo la Lega Nord propone la chiusura delle frontiere per cinque anni”.
Oltre ad aver generato un clima apertamente xenofobo, la presenza degli extracomunitari ha dato luogo anche ad una sorta di psicosi securitaria.
Dice il sindaco: “Quando ero ragazzo io, potevo andare al parco da solo. Tenevamo le porte di casa aperte. Ora i padri sono preoccupati, devono accompagnare i figli a scuola. Avrà visto che qui ci sono sbarre ovunque. E se uno se ne scorda, gli rubano perfino il cane”, assicura il sindaco.
“Le famiglie che vivono nei condomini si mettono d’accordo per andare in vacanza a turno, perché se non c’è nessuno gli svaligiano la casa”.
“Il timore di assalti, rapine e delitti ha fatto sì che, a Caravaggio, come in molti altri paesei del nord,si formeranno ronde di vigilanza da parte dei civili”, come se si trattasse del Far West.
“Le abbiamo da circa dieci anni; le formano pensionati ex appartenenti alle forze dell’ordine o ex combattenti, che collaborano per la sicurezza, pattugliando certe zone”, ammette Botti.
Prevedini racconta anche che impedirà che i mussulmani costruiscano una moschea sul territorio.
"Avevano affittato un locale commerciale, però siccome avevamo scoperto che sarebbe diventato un luogo di culto, li abbiamo obbligati a trasferirsi a Treviglio, un paese vicino", dice orgoglioso.
"E’ un fatto che tutte queste moschee servono solo a fare attivismo", aggiunge.
Prevedini racconta anche con soddisfazione che sul suo territorio di 34 chilometri quadrati non ci sono zingari. “Un’ordinanza ha decretato che i nomadi possono fermarsi a Caravaggio solo il tempo di cambiare una gomma”.
ELISABETTA PIQUÉ
CORRESPONSAL DE LA NACIÓN
(ARGENTINA)
CARAVAGGIO (BERGAMO)