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L'Eco ti Osserva...

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 23:41

 

Tanto per far capire quanto è libera e laica la stampa con cui dobbiamo confrontarci a Bergamo e provincia:

L'Osservatore Romano in edicola con L'Eco
Per la prima volta dal 1929 l'Osservatore romano, verrà stampato fuori dei confini vaticani. Dal 2 marzo fino alla fine dell'anno infatti il giornale del Papa, che soffre per il sistema di distribuzione, sarà distribuito ogni domenica allegato a L'Eco di Bergamo.
Lo annuncia il direttore del giornale vaticano, Giovanni Maria Vian sulla prima pagina del numero di oggi. Da sempre, - scrive Vian - un punto dolente per L'Osservatore Romano, una delle sue difficoltà, è quello della ristrettezza del suo raggio di diffusione, per riprendere le parole che nel 1961 l'allora cardinale Giovanni Battista Montini scrisse per il centenario del giornale. Difficoltà nella diffusione che negli ultimi anni, per i meccanismi della distribuzione in un panorama informativo sempre più ricco (ma anche più confuso), sono aumentate.
Il numero domenicale del giornale del Papa sarà trasmesso elettronicamente dal Vaticano per venire stampato e distribuito con lo storico foglio bergamasco - diretto per decenni da don Andrea Spada, in diverse decine di migliaia di copie, senza aumento di prezzo.

L'inedita iniziativa, spiega Vian, è resa possibile dalla generosa offerta che la diocesi di Bergamo e il suo vescovo, Roberto Amadei, hanno messo a disposizione di Benedetto XVI nell'anno in cui si celebra il cinquantesimo dell'elezione papale di un suo grande predecessore, Angelo Giuseppe Roncalli, il vescovo di Roma venuto dalle terre bergamasche. Nell'umile fiducia che, - conclude Vian - sotto il segno di Benedetto e di Giovanni, L'Osservatore Romano si diffonda sempre di più.

L'Eco di Bergamo, 26/02/08

p.s: L'Eco di Bergamo, non troppo affettuosamente detto "il bugiardino", appartiene al gruppo editoriale  Sesaab (Società Editrice Santi Alessandro, Ambrogio, Bassiano), fondato nel giugno 1988 a Bergamo.

Azionista di maggioranza è la diocesi di Bergamo.

Il gruppo possiede anche il quotidiano La Provincia, i mensili Orobie e L'Angelo in famiglia, la televisione Bergamo Tv, nonchè Radio alta.


 


Cologno al Serio, Iran, Cina: trova l'intruso

Rassegna stampa — Inviato da inbassa @ 14:38
 
Cologno al serio - «Moratoria contro la pena di morte? Solo un’uscita propagandistica». Non è una dichiarazione di un senatore del Texas, ma la posizione presa da un piccolo paese bergamasco. L’Onu lo scorso 18 dicembre ha approvato la moratoria contro la pena di morte presentata dall’Italia raccogliendo il voto favorevole di 104 nazioni. Tra i paesi contrari anche Barbuda, Singapore, Nigeria, Iran, Sudan, Cina e Cologno al Serio.il sindaco di Cologno al Serio, Legramanti Avete capito bene, il piccolo paese della Bassa bergamasca lo scorso maggio ha votato una delibera in cui «si chiede che questo consiglio comunale prenda le distanze da questa iniziativa e non appoggi sul proprio territorio azioni o attività in tal senso». La mozione, presentata dai consiglieri di maggioranza Stefania Boschi, Andrea Cavalleri e Fabrizio Maver lo scorso 22 maggio, è stata approvata dal consiglio comunale il 18 luglio con 9 voti favorevoli e 4 contrari. Immediata la reazione di alcune associazioni di volontariato del paese che si sono schierati contro il voto del consiglio comunale. E nonostante la battaglia di cui l’Italia si è fatta capofila all’Onu per la promozione della moratoria, la mozione bergamasca ha avuto il via libera e rimane nei documenti approvati dal comune di Cologno al Serio.
Roberto Legramanti (nella foto a destra), sindaco del paese bassaiolo e consigliere provinciale della Lega Nord, spiega il significato di questa mozione. «Chiariamo subito una cosa: personalmente sono da sempre contrario alla pena di morte. Quella mozione è stata presentata contro la campagna promossa dal governo Prodi. Alcuni consiglieri ritenevano che la moratoria fosse solo un’uscita propagandistica. Sembra assurdo chiedere a paesi come la Cina di impegnarsi ad abolire la pena di morte».

Quindi era solo una boutade puramente politica. Niente a che vedere con i diritti umani. «Ci mancherebbe - continua Legramanti -. Quello poi era un voto puramente personale, non c’erano voti di indicazione politica, la Lega Nord non c’entra. Ogni consigliere era libero di votare senza indicazioni di partito».
Eppure in paese qualcuno storce il naso. «Non siamo a favore della pena di morte - conclude il primo cittadino - e poi, con l’approvazione della moratoria da parte dell’Onu, la nostra mozione automaticamente perde valore».
 
Il Nuovo Giornale di Bergamo,  04/01/08

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